Nicola Colacicco, presidente della Lega Italiana Calcio Balilla e membro dell’Esecutivo della Federazione Internazionale, parla a “TheSportSpirit” di come e quanto sia evoluto il calcio balilla negli anni senza tralasciare la sua opinione sul presente e sul futuro di questo sport affascinante e senza tempo.

Cosa significa celebrare 70 anni di calcio balilla?

È un grande traguardo anche se, secondo le nostre informazioni, il calcio balilla è nato prima della Guerra e direi quindi di far risalire a settant’anni fa, anche alla luce del periodo storico post-bellico di rinascita economica, l’avviamento del ciclo produttivo in generale, una sorta di inizio della costruzione e commercializzazione con caratteristiche diverse da quanto avveniva in maniera strettamente artigianale in precedenza.

Sono in programma iniziative speciali nell’anno dell’anniversario?

Per quanto riguarda noi come Lega Italiana Calcio Balilla e Federazione Internazionale ogni anno è speciale perché lavoriamo costantemente, anno dopo anno, per fare del nostro meglio per dare l’opportunità agli appassionati ed ai potenziali interessati di avvicinarsi al nostro sport.

Nel sottolineare come nessun’altra associazione possa essere affiliata alla LICB e che le associazioni che seguono programmi LICB sono affiliate ad enti CONI, mi preme confermare come noi della LICB abbiamo fatto richiesta ad un organo CONI per iniziare il percorso atto all’apertura del settore per normodotati. Ci mettiamo quindi a disposizione del Comitato Olimpico stesso se riterrà di interesse l’avviamento del suddetto settore speranzosi che questo avvenga già nel 2021; non nascondo nel dire che sarebbe il coronamento di un sogno con l’auspicio quindi che questo settantesimo anno sia l’ultimo per il calcio balilla in cui sia ancora identificato solamente come gioco e non, come merita, uno sport alla luce anche del fatto che vi è un’intensa attività agonistica a livello internazionale che accomuna ben 50 paesi.

Come si è evoluto il calcio balilla?

Il nostro sport si è evoluto moltissimo grazie alla tecnologia la quale ha fatto compiere passi da gigante al calcio balilla. È passato da essere giocato con uno strumento artigianale, dove gli omini erano costruiti a mano, ad una fase poi nella quale si è avviato un ciclo produttivo con stampi che utilizzano la plastica.

Gli omini hanno quindi iniziato ad essere costruiti con delle leghe di plastica, in precedenza erano di legno, che man mano si sono evoluti per sviluppare una tipologia di gioco piuttosto che un’altra. Proprio la differenza tra un tipo di gioco e l’altro è alla base di una grande difformità tra l’omino cosiddetto italiano e quello internazionale: il nostro ha il piedino quadrato e spigoloso mentre in quello internazionale è posteriore a scalpello per avere maggiore grip. Tali grosse differenze a livello di struttura dell’omino rappresentano quanto siano diversi, anche per ragioni culturali, il sistema di gioco italiano, più dinamico e veloce, e quello internazionale invece più fermo e controllato. A tal proposito uso fare un esempio eloquente: se facciamo cadere dall’alto una pallina avendo attorno al tavolo da gioco un bambino italiano ed uno tedesco vedremo che quest’ultimo stopperà e controllerà la pallina mentre l’italiano la tirerà al volo.

Devo comunque dire che come Italia stiamo lavorando per avere delle caratteristiche che si avvicinino a quelle internazionali pur mantenendo le nostre tradizioni.

Quali sono state le maggiori innovazioni in questi 70 anni?

Senza dubbio la pallina perché, a seconda del materiale con cui è costruita, sviluppa un gioco più o meno tecnico, veloce, dinamico, rapido o controllato. Anche i tavoli hanno subito trasformazioni con la modifica dell’altezza delle sponde onde evitare la fuoriuscita della pallina.

Certamente poi è importante quanto avvenuto con gli omini che sono passati dall’essere totalmente lisci a diventare zigrinati per favorire il grip. Ora come ora, essendoci un numero elevato di case costruttrici e per di più in aumento, si possono contare almeno 100 tipologie di sagome, tra quelle per bambini e quelle per attività agonistica, ognuna differente l’una dall’altra. Quelle per bimbi sono molto semplici mentre quelle agonistiche sono più articolate e particolari al fine di aggrappare di più la pallina.

Per spiegare l’evoluzione degli omini faccio l’esempio di quanto si siano modificati gli scarpini da calcio dagli anni ’80, in cui avevano 6 tacchetti, per poi aumentare a 13-17 fino ad arrivare al giorno d’oggi.

Che ruolo ha giocato e gioca l’Italia nel calcio balilla?

Il nostro Paese ha avuto ed ha un peso fondamentale nel mondo del calcio balilla perché due dei 5 costruttori ufficiali di tavoli della Federazione Internazionale sono italiani: Roberto Sport e Garlando; abbiamo poi altre aziende che producono sia per scopi commerciali che da supporto per l’attività di un ente sportivo piuttosto che di un altro. Il giro d’affari è importante perché un tavolo da gioco lo si trova in vendita al supermercato, al negozio di giocattoli fino a quello di articoli sportivi in quanto il calcio balilla ha un target per tutte le età; proprio in virtù dell’età alla quale il prodotto è destinato, le ditte fabbricanti effettuano investimenti differenti e, di conseguenza, la qualità del tavolo sarà diversa.

In Italia abbiamo poi una particolarità unica al mondo e cioè l’avere, per cultura, un gioco totalmente differente da quello che viene praticato negli altri paesi in quanto il nostro è caratterizzato dalla velocità che, abbinata alle tecniche ed ai regolamenti che utilizziamo, ha dato vita a due specialità: il tradizionale che si fonda sulla tecnica con uso del palleggio ed il volo che consta di un gioco veloce nel quale sono consentiti massimo due tocchi ed in cui non si può palleggiare. Proprio in virtù della presenza di tali due specialità l’Italia ha proposto alla Federazione Internazionale un regolamento che fosse una via di mezzo tra uno e l’altro sistema senza l’uso del gancio che da noi, unico paese a mondo, è vietato sia prima che durante il tiro mentre all’estero è permesso. Speriamo che la Federazione Internazionale continui a dimostrare fiducia in tale nuovo regolamento anche se devo ammettere come stia incontrando alcune difficoltà, non perché non piaccia, ma perché per attuare questo tipo di gioco si deve disporre di strumenti diversi in quanto tavolo, sagome e pallina usati per il gioco a ganci non vanno bene per giocare a volo.

Mi fa piacere come l’anno scorso al Campionato del Mondo sperimentale, a cui hanno partecipato 250 giocatori da tutto il mondo, si sia giocato con tale sistema e molti dei partecipanti abbiano accolto con entusiasmo queste novità regolamentari nonostante per alcuni di loro fosse la prima volta.

Come vede il futuro del Calcio Balilla?

Sinceramente devo dire che sono preoccupato perché smartphone, internet e social network stanno distogliendo i ragazzi da quelle attività come il calcio balilla che li fanno interagire tra loro in favore di una sorta di interazione non con un altro essere umano ma con un apparecchio elettronico. Il calcio balilla deve continuare ad essere uno strumento socialmente utile per fare interagire le persone andando ad abbattere quelle barriere di timidezza che il nostro sport, da sempre, riesce a far cadere vuoi con la parola “Goal”, universalmente conosciuta, o con la famosa frase “Facciamo una partita” capace di far riunire attorno ad un tavolo quattro persone che non si conoscono. Oggi sta venendo meno la possibilità di pronunciare tali parole perché la nostra società sta cambiando e di conseguenza quello che negli anni ’80 era normale, cioè l’avere un tavolo di calciobalilla in ogni bar, oggi non lo è più rendendo quindi più difficile sia per i potenziali appassionati che per chi lo è già praticare il nostro sport.

Mi aspetto quindi che chiunque abbia la possibilità ed il dovere faccia qualcosa per ovviare a tale situazione che vede il calcio balilla un po’ messo da parte dai luoghi adeguati portando, per esempio, l’attuale tassazione sui tavoli da gioco all’interno di un esercizio commerciale ad una quota simbolica o popolare.

Perché consiglia di avvicinarsi al calcio balilla?

Consiglio vivamente, senza ombra di dubbio, di giocarci, anche solamente a livello di passatempo, perché fa socializzare ed è di aiuto sia fisicamente che per scaricare le tensioni di questa vita moderna. A dimostrazione di questo ho commissionato delle ricerche a medici specializzati i cui risultati, certificati dall’Università di Cassino attraverso il Professor Angelo Rodio, hanno dimostrato come venti minuti di calcio balilla equivalgono, per consumo calorico ed energetico, a dieci minuti di camminata in salita; per quanto riguarda l’aspetto antistress, come uso chiamarlo, sono in corso delle sperimentazioni scientifiche che verranno pronte quanto prima.