L’arrampicata nei film è realistica?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Commentiamo alcune delle scene di arrampicata più iconiche viste sul grande schermo

Assassinio sull’Eiger (1975)

Il film è basato sull’omonimo romanzo di Rodney Whitaker, e ha come protagonista Jonathan Hemlock, un ex-assassino al soldo degli Stati Uniti che viene ricattato dalla sua vecchia agenzia segreta per infiltrarsi in una spedizione internazionale volta a scalare il monte Eiger in Svizzera, e compiere un ultimo assassinio. Hemlock si rende quindi conto che per compiere la sua missione dovrà allenare a fondo nell’arrampicata, e a tal fine si reca in Arizona. Il film, realizzato ben prima dell’avvento del CGI e del montaggio frenetico, mostra la preparazione del protagonista sulle guglie di arenaria della Monument Valley con lunghe inquadrature statiche, che permettono di apprezzare il realismo delle tecniche impiegate durante il suo allenamento.

Le scene di arrampicata in camino, traversata tirolese, stabilimento e discesa in corda doppia sono infatti tutte rappresentate correttamente. Nella scena della traversata tirolese però, si può notare come la corda di sicurezza a cui è assicurato il protagonista non sia fissata in modo da poter svolgere la propria funzione. Essa non è infatti assicurata alla corda principale ma a una delle pareti, dunque se la corda principale o il guinzaglio legato a essa dovessero rompersi, Hemlock affronterebbe una lunga e rovinosa caduta, al termine della quale subirebbe colpo di frusta micidiale e andrebbe a sbattere violentemente contro la parete. Non sono solo le tecniche di arrampicata a essere realistiche però: l’equipaggiamento impiegato, come i chiodi da roccia, il martello per il fissaggio e i moschettoni, sono anch’essi del tutto accurati rispetto all’epoca del film.

Arrampicata nei film - Monte Eiger

Cliffhanger (1993)

I protagonisti del film sono due Ranger del Colorado, gli esperti arrampicatori Gabriel Walker e Jessie Deighan, interpretati rispettivamente da Sylvester Stallone e Janine Turner. I due si trovano invischiati contro la loro volontà in un colpo ai danni di un aereo del Dipartimento del Tesoro: i rapinatori sono rimasti bloccati sulle Montagne Rocciose dopo che il velivolo è precipitato prima che potessero fuggire, e costringono i Ranger ad aiutarli dopo averli attirati con l’inganno. La pellicola è stata filmata sulle Dolomiti per via della loro maggiore spettacolarità rispetto alle Montagne Rocciose, e non brilla complessivamente per il suo realismo. In particolare, la scena clou della fuga dall’esplosione, armata per eliminare i due Ranger, si prende qualche licenza cinematografica.

Innanzitutto Walker usa una pistola sparachiodi per fissare un chiodo da arrampicata direttamente nella roccia, cosa impossibile senza una previa perforazione nella pietra. Dopo essersi assicurati, i due Ranger effettuano una discesa simultanea in corda singola. Si tratta di una tecnica pericolosa, che però permette una discesa più rapida, dunque è sensato che i due protagonisti la usino per allontanarsi il prima possibile dall’esplosione. Walker e Deighan inoltre usano entrambi la stessa estremità della corda: giunti alla fine del cavo infatti, intendono sfruttarne l’intera lunghezza per effettuare un movimento a pendolo che permetta loro di raggiungere un riparo. Ciò che non è verosimile è la quantità di moto che riescono a darsi in così poco tempo, per di più su roccia calcarea. Non solo, con il loro movimento i due coprono una porzione della parete decisamente spropositata rispetto a quella realisticamente permessa dalla lunghezza della loro corda.

Arrampicata nei film - Cliffhanger Dolomiti

Point Break (2015)

Il film è un remake dell’omonima pellicola del 1991 e racconta l’indagine dell’agente dell’FBI Johnny Utah su una serie di rapine compiute al limite dell’impossibile. Utah è un ex-atleta estremo, ed è correttamente convinto che gli autori dei colpi siano anch’essi degli atleti estremi, per via della maestria con cui sono riusciti a effettuare i colpi e poi a dileguarsi in condizioni proibitive. Verso il finale del film Utah rintraccia gli ultimi due membri rimasti della banda, Bodhi e Grommet, presso il Salto Angel, iconica cascata del Venezuela. I due rapinatori sono intenti a scalare in free solo la parete sinistra della cascata, e Utah li insegue arrampicandosi anche lui.

La parete di Salto Angel è composta da quarzite, una roccia metamorfica simile al calcare per le caratteristiche irregolari e la varietà di appigli naturali che ne distinguono le formazioni. La vicinanza alla cascata espone la parete a una costante erosione provocata dall’acqua, che accentua la porosità della quarzite e rende qualsiasi appiglio non solo più scivoloso, ma anche più soggetto a rottura. Per questo motivo, la possibilità di effettuare con successo una scalata della parete in free solo è assolutamente infima, e infatti Grommet precipita alla sua morte tentando di superare un tetto particolarmente inclinato. Il montaggio è estremamente frenetico ma si può vedere come le tecniche impiegate dai tre siano realistiche, nonostante l’ascesa sia resa ancora più estrema di quanto non sia già per spettacolarizzarla ulteriormente.

Lanci, doppi lanci, biforcazioni e incroci sono infatti tecniche difficoltose, e risulterebbero ancor più ostiche su una parete del genere. Più comuni sono invece l’incastro di dita, l’appiglio a mezza tacca e l’appiglio a tacca piena, anche se la loro difficoltà durante l’arrampicata è volutamente esagerata.

Arrampicata nei film - Salto Angel