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Arrampicata Sportiva: le differenze tra indoor e outdoor

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In questi ultimi anni, forse anche dovuto al debutto alle prossime Olimpiadi come nuovo sport, l’arrampicata sportiva è riuscita ad insediarsi anche in ambiente urbano con l’apertura di pareti e di strutture specializzate indoor. Il passaggio dalla roccia alle palestre attrezzate ha permesso a più persone di interfacciarsi a questa disciplina apprezzandone ogni singolo aspetto. Quali sono però le differenze? Insieme a Mauro Colombo, specialista di Arrampicando Novara, scopriremo insieme tutti i segreti dell’ambiente naturale e artificiale.

“L’indoor ha avuto un successo enorme perché facilmente raggiungibile e fruibile da tutte le persone dal momento che le palestre sono aperte dal mattino alla sera. È il luogo perfetto per acquisire le tecniche basi e l’alfabetizzazione motoria. Ciò nonostante l’esperienza indoor non esclude quella outdoor che a mio parere è più emozionante e divertente.”

Le principali differenze tra indoor e outdoor

L’arrampicamento indoor si può facilmente definire come istintivo e fisico dal momento che tutte le linee da scalare sono chiare ed evidenti grazie agli appigli e agli appoggi colorati che ne definiscono il percorso. L’ambiente naturale invece risulta più impegnativo essendo vario e per nulla scontato. Sostanzialmente è il campo d’azione dove è possibile mettere in pratica i fondamentali acquisiti in una palestra indoor.  

“Il principale limite passando da indoor ad outdoor è la mancanza di sensibilità e adattamento alle strutture rocciose che si trovano in natura. Esse sono molto articolate e diversificate tra di loro. Aderire con i piedi, fidarsi degli appoggi e trovare gli appigli giusti sono tutte le difficoltà che un arrampicatore poco esperto si trova ad affrontare. Inoltre è bene analizzare anche la tipologia di roccia che abbiamo davanti perché in base a ciò cambia anche il nostro approccio.” Spiega Mauro Colombo.

Il fascino dell’outdoor 

Sebbene a scopo didattico e formativo sia meglio l’indoor, l’arrampicata su roccia ha sempre il suo fascino. È un’esperienza infatti che ogni arrampicatore, qualsiasi sia il suo livello, deve provare almeno una volta nella vita. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’outdoor è sicuro quanto una parete in ambiente urbano basta infatti rispettare tutte le regole di sicurezza partendo dall’uso sistematico del caschetto. 

“Non ci sono paragoni, l’ambiente naturale dal punto di vista emotivo sensoriale batte i percorsi artificiali indoor. La roccia è viva, emana energia pura soprattutto negli occhi di chi, come me, sa vederla.”