1. CopertinaBianca Breschi ai mondiali 2018

Bianca Breschi, la regina della pole dance

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Da ginnasta a pole dancer, il percorso di Bianca Breschi

Bianca Breschi è senz’altro l’atleta di maggior spicco della pole dance italiana. Nata a Prato 30 anni fa, ha una vita organizzata attorno alla pole. Non è solo un’atleta professionista, è anche coach di pole sport e insegnante di ginnastica artistica “anche se questo è davvero un momento molto brutto per la ginnastica per via del covid – sottolinea – se non altro le pole dancer possono tentare di allenarsi online, per le ginnaste è più difficile”.

Se la pole dance oggi può annoverare un talento come il suo, in parte lo si deve proprio alla ginnastica artistica. “Sono stata una ginnasta per 12 anni – racconta Bianca – e nel 2006 ho vinto gli Italiani di Categoria fra le Seniores. Questo mi ha portato a partecipare a diversi ritiri con la nazionale italiana prima che mi rompessi il crociato anteriore. Sono rientrata dopo un’operazione ma mi sono infortunata nuovamente allo stesso crociato durante un raduno azzurro. In quel momento, di fatto, è finita la mia carriera di ginnasta”.

Dalla ginnastica alla pole dance

Bianca Breschi alla CSIT World Cup 2019. In copertina, ai mondiali 2018.

E’ stato in quel momento che ti sei avvicinata alla pole dance?No. Uscire dal mondo della ginnastica per me è stato difficilissimo. Avevo fatto solo quello per tanto tempo, mi sentivo spaesata. Mi sono iscritta all’Università e ho cercato di fare altro. Erano passati quattro anni dall’infortunio e, un giorno, incontrai l’allenatrice che avevo da bimba. Lei capì che la ginnastica mi mancava perché ero stata costretta a interrompere contro la mia volontà e mi parlò di questo sport “nuovo”, la pole dance. – “Potrebbe farti rientrare un po’ nel mondo della ginnastica” – mi disse. Decisi di provare. Non fu amore a prima vista, all’inizio ero un po’ impaurita ma poi scoprii che tra le discipline della pole dance esisteva la pole sport: aveva movimenti simili alla ginnastica, salti acrobatici e un sistema di punteggio con regole codificate come la ginnastica. Decisi di specializzarmi, di scegliere questo stile e da quel giorno la pole sport è il mio lavoro”.

Una scelta che nel giro di qualche anno ti ha portato in capo al mondo nella categoria Elite, quella più prestigiosa. “Ricordo ancora la mia prima gara. Era il 2015 e vinsi subito gli Interregionali ma… eravamo in tre a partecipare! Comunque andai agli Italiani IPSF e arrivai seconda qualificandomi per i mondiali dove raccolsi una quindicesima piazza. Mi sentivo di nuovo un’atleta. L’anno dopo, la svolta. Mi allenavo tantissimo e facevo solo quello: vinsi il Pole Art in Svizzera, gli Italiani di Pole Sport e presi l’argento ai mondiali. Il titolo mondiale è arrivato nel 2018 mentre nel 2019 ho fatto ancora seconda ma ho vinto i World Sport Games a Tortosa, in Catalogna. Nel mentre mi sono confermata campionessa italiana dal 2016 al 2020”.

Pole dance fra ultra pole ed exotic

Ancora Bianca Breschi ai mondiali 2018.

Tu gareggi quasi esclusivamente nella pole sport ma cosa ne pensi di due specialità come l’ultra pole e l’exotic pole che nella pole dance rappresentano, forse, l’estremizzazione della fisicità da un lato e della femminilità dall’altro?L’ultra pole la amo e penso che il prossimo anno una gara la disputerò. La parte dei salti mi piace tantissimo: sono esaltanti! Però, mi spaventa che non ci sia un sistema di regole “ferreo” come nella pole sport e quindi non mi sento molto portata verso questa specialità. Il gradimento del pubblico influisce tanto e il giudizio della giuria conta meno che nella pole sport. Poi, l’ultra pole è divisa in competizioni maschili e femminili e a me piacerebbe competere contro i ragazzi ma, a parte tutte queste considerazioni, l’anno prossimo mi piacerebbe proprio partecipare a una gara. Lo stile dell’exotic mi piace molto e prendo spunto da alcuni loro trick, molto belli. Un po’ lo pratico perché migliora la femminilità dei miei movimenti e dunque mi è utile per le gare. Non credo che faccia per me l’Old style, lo stile più esotico, e non credo parteciperò mai a una competizione di exotic. Non si adatta al mio fisico modellato da tanti anni di ginnastica”.

Ho visto diversi tuoi video. Sono a livelli altissimi la potenza fisica, l’agilità nel passare da una posizione all’altra, la flessibilità del corpo e l’acrobatica ma trovo che anche l’espressività del viso e dei gesti sia notevole. “Su questi ultimi due aspetti ho lavorato tantissimo sia perché nella ginnastica non sono previsti, ad eccezione del corpo libero; sia perché il lato espressivo nella coreografia ha un alto valore per le giurie. Ho imparato da zero e per migliorarmi ho frequentato lezioni di danza e teatro. So che su alcuni punti del lato artistico devo ancora migliorare. Per me è un grande sforzo “lasciar andare” uno sguardo o un’espressione del viso. E quando lo faccio, a volte, la mia concentrazione cala un po’. E questo in gara si nota”.

“Sono sempre in competizione”

Qual è la tua routine quotidiana lontano dalle date delle gare?Non esiste. Sono sempre legata alle gare. Io preparo gare anche se non ci sono gare. La mia mente deve rimanere legata all’obiettivo. Quindi: lavoro al palo e a terra, preparo elementi nuovi, routine, combo, faccio potenziamento, stretching e resistenza. Non è molto differente da quello che faccio in prossimità della competizione quando ripeto in maniera quasi esclusiva la routine che porterò sul palco. E’ la mia vita: ho sempre gareggiato e non ne posso fare a meno. Arriverà il momento in cui la mia testa mi dirà che è ora di smettere e, a dir la verità, durante questo blocco delle competizioni a causa del covid ci ho anche pensato ma, quando tutto si è rimesso in moto, sono ripartita mentalmente anch’io”.

Quali sono i tuoi obiettivi immediati?Il Campionato italiano POSA, i World Games di Cervia e i mondiali POSA che pare si terranno a Bologna. E’ bello che siano vicini a casa, dato il momento. Ci saranno più sicurezza e meno spese”.

Di Flavio Semprini