Copertina, Una ciclista felice ha raggiunto il passo dello Stelvio.

Granfondo dal Duomo allo Stelvio insieme a Team 100.1

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Senza fretta, lungo il Sentiero Valtellina, fino alla Cima Coppi per antonomasia

Pedalare da Piazza Duomo a Milano fino ai 2760 metri sul livello del mare del Passo dello Stelvio, la “Cima Coppi” più tradizionale di ogni Giro d’Italia. Ma farlo senza fretta, gustandosi il paesaggio ed entrando in sintonia con la natura. Di più. Farlo anche con un gruppo di amici e dandosi il cambio come in una staffetta. Perché l’importante non è vincere, ma pedalare, senza assilli di “classifica”.

E’ questa la filosofia dietro alla più originale delle “Gran Fondo” che si disputino in questo periodo in Italia (l’appuntamento è per il 24 luglio con partenza alle 6 del mattino). La Duomo-Stelvio è una sfida ciclistica dove non contano né il tempo né il cronometro ma, piuttosto, il desiderio di riuscire in un’impresa che resti “dentro”. Una sfida bella, aspra, affascinante, molto impegnativa ma non impossibile.

Chi organizza la Duomo-Stelvio

Piazza Duomo a Milano (foto di Steffen Schmitz tratta da Commons.Wikimedia). Le altre foto sono state direttamente fornite dall’organizzazione. In copertina, una ciclista felice ha raggiunto il Passo dello Stelvio.

L’evento è ideato e organizzato da TEAM 100.1, un’associazione sportiva dilettantistica di Milano, nata dalla sfrenata passione di alcuni ciclisti milanesi e brianzoli (29 all’inizio) che, con il passaparola e con l’utilizzo di una chat su WhatsApp, da diversi anni organizzano uscite in bici il sabato e la domenica. Il nome del gruppo viene dalla voglia di associare il termine “Team” con un numero di almeno tre cifre perché, come raccontano sul loro sito: “Almeno uno di noi doveva ogni volta rientrare a casa leggendo sul proprio contachilometri un minimo di tre cifre. 100.1 significa cento chilometri e cento metri”. Oggi questo progetto ha valicato i confini della Lombardia coinvolgendo molti altri appassionati di ciclismo con differenti livelli di preparazione e obiettivi ma tutti legati da un unico denominatore comune: l’amore e la passione per la bicicletta.

Duomo-Stelvio e l’Albero degli Zoccoli

Un tratto della ciclabile “Sentiero della Valtellina”.

Dunque, si parte dal Duomo di Milano e si arriva allo Stelvio percorrendo 240 chilometri e 3400 metri di dislivello. Non proprio una passeggiata. Da Milano a Lecco il percorso è leggermente collinare. Da Lecco a Colico il percorso costeggia il lago ed è in gran parte pianeggiante. Da Delebio a Mondadizza si percorre la pista ciclabile “Sentiero Valtellina” per circa 100 chilometri. A Bormio inizia la mitica salita del Passo dello Stelvio (21,5 chilometri e 1.553 metri di dislivello) fino alla Cima Coppi, punto di arrivo. Dice Fabrizio Beyerle, uno degli organizzatori: “Si attraversano paesini le cui atmosfere ricordano “L’Albero degli Zoccoli”, il grande film di Ermanno Olmi. Sono rimasti intatti, com’erano un tempo. E i 100 chilometri percorsi sulla ciclopedonale “Sentiero della Valtellina” garantiscono sicurezza per tutti i partecipanti e paesaggi naturali di assoluta bellezza. Si attraverserà il fiume Adda in più punti accompagnati solo dal fruscio delle ruote e dallo scorrere dell’acqua del fiume. Niente traffico e niente rumori molesti. Una magnifica occasione per dare risalto all’importanza delle strade ecologiche, silenziose e sicure dedicate ai ciclisti, sempre più numerosi e desiderosi di rispetto”.

Duomo-Stelvio, tutti primi!

Come detto, si può partecipare individualmente, oppure in staffetta, dividendosi il chilometraggio. Ogni squadra dovrà essere composta da tre elementi di qualsiasi età di cui almeno una donna e con il supporto di un’auto al seguito, guidata a turno da uno dei componenti della staffetta. Si richiede la massima solidarietà fra i partecipanti. Il motto della Duomo-Stelvio è: “Se vedi qualcuno in difficoltà fermati ad aiutarlo, non c’è fretta di arrivare”. Infatti, non esiste classifica: nessuno arriva ultimo, tutti arrivano primi. Il partecipante non deve arrivare prima degli altri, non deve superare a ogni costo chi trova davanti a sé: deve solo essere determinato ad arrivare lassù, al Passo dello Stelvio, con la forza delle sue gambe e della sua mente. All’arrivo ogni “finisher” verrà accolto con un applauso, un abbraccio e una medaglia ricordo (di legno, ecologica pure questa!) per aver portato a termine una magnifica e indimenticabile impresa entrando, di diritto, nell’albo d’oro del Sovrano dello Stelvio, con la sua bella medaglia di legno.

di Flavio Semprini