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Come si fa la rovesciata indietro? Alcuni trucchi per vincere la paura

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Se sei una ginnasta saper fare bene la rovesciata indietro è fondamentale, ecco qualche prezioso consiglio per eseguirla in maniera corretta 

Dopo aver perfezionato la verticale e la ruota è arrivato il momento di cimentarsi nelle rovesciate. In ginnastica artistica esistono due tipologie quella indietro e quella avanti. Oggi affronteremo nel dettaglio la rovesciata indietro sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista psicologico.  

Prima però di cimentarsi nella pratica è bene sempre ricordare che sono movimenti base che comunque richiedono un ambiente sicuro per evitare infortuni o strappi muscolari. Il corpo deve essere ben riscaldato specialmente la zona lombare e le spalle che verranno sollecitate per tutto il tempo. 

Requisiti necessari 

La rovesciata indietro è un insieme di due movimenti di base che devono essere eseguiti ormai alla perfezione: il ponte e la verticale. Se questi due elementi sono ancora molto farraginosi, l’apprendimento risulta particolarmente difficile oltre che rischioso.  

Prima quindi di tentare è bene un attimo esaminare le proprie capacità. Sarai pronto quando:  

  • Riuscirai ad eseguire il ponte dall’alto senza particolari difficoltà e senza arrivare “pesante” sui polsi. 
  • Svilupperai abbastanza forza su braccia e spalle così che possano sostenere il corpo in verticale e stare in equilibrio senza cadere.  
  • Riuscirai a rovesciarti dal ponte slanciando la gamba. 
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La tecnica della rovesciata indietro 

La rovesciata indietro parte dall’alto con le braccia ben “incollate” alle orecchie e una gamba davanti all’altra. A questo punto bisogna prendersi un po’ di coraggio e cercare di andare indietro cercando la posizione del ponte. Nella fase di discesa la gamba davanti si alzerà così che una volta appoggiate le mani sarà posizionata esattamente in verticale.  

Qui inizia la fase di spinta, l’arto inferiore a terra, ancorato al suolo, dovrà dare una leggera spinta così che il corpo si ritrova in verticale sagittale sulle braccia. I piedi non dovranno chiudersi mai, ma arriveranno al suolo successivamente. Le spalle si alzano ed ecco completato il movimento. 

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Trucchi e consigli per un’esecuzione perfetta 

Essere particolarmente sciolti non è un requisito indispensabile per la realizzazione del movimento, dopotutto la scioltezza è allenabile e migliorabile sempre, ma padroneggiare bene i seguenti consigli facilitano sicuramente l’apprendimento. 

Quando si cade all’indietro, nella prima fase della rovesciata indietro, è bene posizionare le mani quanto più vicino alle gambe così che le spalle si trovino già sui polsi. In questo modo quando si andrà in verticale più facilmente.  

Uno dei principali ostacoli nell’apprendimento della rovesciata indietro è senza ombra di dubbio la paura del vuoto. Una ginnasta alle prime armi, una volta sistemata nella corretta posizione di partenza, troverà particolarmente difficile “cadere” all’indietro per il posizionamento delle mani. Il rischio di poter picchiare la testa al suolo è sempre presente. 

La prima volta è bene avere sempre qualcuno vicino capace di aiutarti nel momento del bisogno. Questa persona dovrebbe tenere una mano sulla schiena e una sotto la coscia così che infonda sicurezza. 

Una volta compreso bene il movimento, per assimilarlo la ginnasta dovrà compierlo tante volte. Soltanto con la ripetizione e tanto impegno si arriverà ad eseguirla in maniera corretta e naturale. Dopotutto la rovesciata indietro è fondamentale in ginnastica artistica perché è il propedeutico del flic.