Davide Cassani rompe il silenzio spiegando anche l’ultimo sfogo di questi giorni: “Il guinzaglio sta diventando troppo stretto al collo”

Dopo numerose indiscrezioni dal 4 maggio partirà la fase 2. Il commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, Davide Cassani, spiega le norme che adotteranno gli atleti per gli allenamenti e chiarisce anche lo sfogo di qualche giorno fa in cui chiedeva al governo se si potesse uscire.

“Sempre con la mascherina in tasca da usare se ci fermeremo e manterremo una distanza di 20 o 30 metri dagli altri. Ho espresso un desiderio con una richiesta rispettosa, secondo me è già possibile riprendere gli allenamenti individuali. Pensavo soprattutto alle centinaia di migliaia di giovani: per loro lo sport può essere una valvola di sfogo per mantenere un equilibrio psicologico in questo momento così difficile”.

Cassani vede una ripartenza, ma è preoccupato per le piccole società che alimentano il movimento a livello giovanile: “Il nostro è uno sport di talento, non di tecnica e non sono preoccupato di perdere una generazione di potenziali campioni. Spero solo che le tante società che vivono di sponsor e volontari e per cui riusciamo ad avere un alto numero di tesserati non debbano chiudere i battenti. Sarebbe un disastro per il ciclismo”.