L’ex campionessa del volley italiano insieme a TheSportSpirit nella campagna a favore della leadership femminile.

Il 2019 è stato un anno importante per Francesca Piccinini. La giocatrice toscana simbolo della pallavolo italiana, campionessa del mondo nel 2002 e con una lunga carriera agonistica alle spalle, ha detto addio alla sua carriera agonistica per dedicarsi a nuove avventure professionali e di vita. Così facendo ha deciso di collaborare con theSportSpirit nella campagna a favore della leadership femminile. Con lo slogan “Anche io con theSportSpirit in prima linea!” l’ex star del volley ha condiviso la sua esperienza come capitano della nazionale fornendo alcuni consigli utili alle giovani leader.

Il ricco palmares di Francesca Piccinini

Oro mondiale nel 2002 ed europeo nel 2009, la pallavolista toscana ha indossato le maglie di Reggio Emilia, Modena, Bergamo, Chieri, Casalmaggiore e Novara oltre ovviamente all’esperienza vissuta nel campionato brasiliano con il Paranà. Una lunga carriera che conta 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 7 Champions, una Coppa Cev, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.

Come sei diventata leader, ma soprattutto quali sono i compiti di questo ruolo?

Non esiste una fascia da leader. Non è una carica che ti puoi autoimporre, ma è un titolo che bisogna conquistare con il tempo, è un riconoscimento che viene dallo spogliatoio. In quel momento le tue compagne si fidano di te e delle tue competenze. Dopotutto il capitano è colei che tiene in mano le redini del team. Deve essere ascoltata da tutte, altrimenti in campo non si va da nessuna parte, e deve tenere il gruppo sempre unito e affiatato. Non bisogna aver paura di riprendere chi non è collaborativo.

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Hai qualche consiglio da dare alle giovani leader?

Certamente! Sembra strano, ma è meglio non stringere legami forti con le proprie compagne di squadra. Io stessa ho poche amiche nel mondo della pallavolo. L’amicizia, per quanto sia bellissima, ostacola spesso le facoltà di una leader. È difficile riprendere un’amica quando sta sbagliando e talvolta si ignora questo genere di comportamento facendo finta di niente. Così facendo però non fai il bene per il tuo team e tu non sei un bravo capitano.