Francesco Bonanno, presidente della Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla nonché nove volte Campione del Mondo, ci parla di come questo sport possa essere utile per i diversamente abili, di quanto la federazione da lui presieduta stia facendo e quali siano le aspettative future di una disciplina che ambisce a far parte delle Paralimpiadi.

Quando è nata la sua passione per il calcio balilla?

Ho iniziato a praticarlo a sei anni e, avendo un bar sotto casa, scappavo anche di notte pur di giocarci. A 14 ho avuto un incidente che mi ha reso disabile, ma la passione non è mai venuta meno ed infatti ho iniziato a competere in tornei locali fino a quando ho saputo di un’associazione di Torino che organizzava competizioni più importanti nelle quali ottenevo grandi risultati giocando anche contro normodotati. Con il responsabile di tale associazione avevo in comune l’idea di creare la categoria per disabili ed abbiamo realizzato, grazie al costruttore Roberto Sport, il primo tavolo per diversamente abili; da lì abbiamo organizzato il primo torneo a Saint Vincent e poi ho iniziato un mio tour personale per l’Italia chiamato “La sfida al campione” raccogliendo denaro per l’acquisto di tavoli da donare agli ospedali.

Com’è nata l’idea di creare la Federazione Paralimpica di Calcio Balilla?

Il mio obiettivo era quello di fare del calcio balilla uno sport a tutti gli effetti e, essendo la procedura per un’attività federale un po’ lenta, nel 2011, assieme ad amici, ho fondato la Federazione Paralimpica Calcio Balilla. Nel 2012 abbiamo organizzato il primo Campionato Italiano e da lì è iniziato l’iter che ci ha portato ad essere riconosciuti dalla federazione internazionale e dal CIP, prima come disciplina sportiva associata, e poi come unica federazione ufficiale in Italia di calcio balilla.

Ci sono eventi particolari nel calendario della federazione?

Ad Aprile la federazione sarà presente a Las Vegas per la “Hall of fame”, che è il maggior torneo americano ambito da ogni giocatore, a cui parteciperò personalmente che sarà valido per la prima volta come qualificazione diretta ai Campionati del Mondo del 2021. Nel 2019 abbiamo poi preso parte, grazie all’amicizia ed alla collaborazione con la Nazionale Cantanti, alla “Partita del Cuore” con degli eventi mirati alla raccolta fondi per l’acquisto di tavoli da gioco da donare agli ospedali.

Che sensazione ha provato a diventare la prima volta Campione del Mondo lei che lo è stato per ben 9 volte?

Ogni Campionato del Mondo è una storia a sé sia perché gli avversari non sono sempre gli stessi sia perché non è detto che si riesca a raggiungere quello che nella mente ci si prefigge; questo mio “messaggio” è ulteriormente avvalorato dal fatto che sono una persona che vive di sfide, giorno dopo giorno, senza le quali non potrei dare un senso alla vita.

Quanto è utile il calcio balilla per una persona diversamente abile?

È importantissimo perché socializza e rende tutti uguali senza differenza di alcun genere. A tal proposito come federazione abbiamo realizzato un primo programma sostenuto da “Fondazione Vodafone” dove sono stati donati 31 tavoli alle scuole del Lazio mentre, al momento, stiamo seguendo il progetto “Tuttinsieme”, appoggiato da “Fondazione Vodafone” e “Fondazione per il Sud”, per donare tavoli alle scuole di tre regioni meridionali il tutto mirato all’inclusione sociale dei ragazzi disabili i quali, durante l’ora di educazione fisica, invece di essere esonerati svolgono così un vero sport.

Da presidente della federazione ha un sogno nel cassetto?

Cercherò di portare questo sport ai massimi livelli con l’obiettivo di sensibilizzare le federazioni a livello mondiale per aprire il settore paralimpico e presentare quindi il calcio balilla alle Paralimpiadi.