Negli Stati Uniti il golf è praticato da 25 milioni di persone e rappresenta non “solo” uno sport ma una vera e propria azienda con fatturati degni di una multinazionale. Non sorprende quindi come, su di un totale di circa 16 mila campi, la metà di essi continui ad essere aperta.

In Arizona e Florida non ci si è mai fermati di giocare grazie al fatto che i rispettivi governatori abbiano incluso, fin dall’inizio del lockdown, tra le attività essenziali anche il golf. Nel Michigan invece la decisione è arrivata in seguito ed ha incluso, oltre al golf, anche le gare di motoscafi tra le ragioni per cui si possa uscire di casa. Ultimo in ordine di tempo è stato il Wisconsin, stato che ospiterà la Ryder Cup in settembre, a permettere ai golfisti di tornare sui green.

In virtù di tali aperture sta montando negli States una sorta di “rivolta” dei golfisti affinché anche si arrivi, in breve termine, alla riapertura di tutti i circoli golfistici il tutto con vista giugno quando dovrebbe ripartire anche l’attività agonistica del PGA Tour.