Nell’ultimo periodo caratterizzato dalla quarantena una particolare categoria di sportivi è stata bersagliata dalla maggior parte della gente, a volte venendo additata come una delle cause dell’espansione del coronavirus nel nostro paese: i runner. All’inizio del contagio, e poi soprattutto con l’inizio della quarantena, molti hanno infatti accusato questa categoria di sportivi, colpevoli di essere sbucati all’improvviso e di veicolare la diffusione del virus, accompagnando queste accuse a frasi del tipo “prima non correva nessuno, ora si sono risvegliati tutti atleti per poter uscire”.

Un’analisi più attenta è facile scoprire come la corsa fosse già ben prima del contagio una delle attività più amate dagli italiani. Si stima infatti che in Italia la corsa venga praticata da circa 6/7 milioni di persone, pressappoco il 10% della popolazione totale del paese, e questo partendo da chi pratica semplicemente jogging fino ai maratoneti più esperti.

Nonostante vi siano stati anche atleti di altri sport che, a causa della chiusura di palestre e centri sportivi, si sono riadattati alla corsa per mantenersi in forma, i runner dunque non sono apparsi dal nulla, semplicemente sono stati notati di più con il fatto che non si potesse uscire. Impossibile rinunciare al proprio allenamento quotidiano, che non è mai stato totalmente vietato nemmeno dal governo. Il premier Conte che non ha mai messo al bando la corsa, arrivando però a limitarla nel peggiore dei casi a 200 metri dalla propria abitazione, seppur ovviamente con l’obbligo di correre da soli.

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Il Presidente del Consiglio, infatti, ha definito l’attività motoria “fondamentale per il benessere psicofisico”, ed è stato ben consapevole del gran numero di corridori, professionisti e non, presenti nel nostro paese, lasciando dunque loro una, seppur minima, libertà. Chiaramente è impossibile dire se tutti hanno rispettato questo limite, però va detto che i runner non sono stati mai totalmente “fuorilegge”. Con il nuovo Dpcm del 26 aprile sono anche stati liberati dei propri vincoli, potendo correre senza un limite dalla propria abitazione e senza la mascherina, pur dovendo fare attività da soli e a distanza dagli altri di due metri. Come conseguenza molti ne hanno approfittato, tornando a svolgere in quasi totale libertà la propria attività preferita.

Perché la corsa è vista da moltissimi come qualcosa di irrinunciabile?

Principalmente perché è vista come l’attività più “facile” da realizzare, nel senso che non serve nient’altro che il proprio fisico per praticarla, ma allo stesso tempo porta diversi benefici ormai riconosciuti. Fisicamente la corsa permette, tra le altre cose, di bruciare calorie e grassi, allenare il cuore e di mantenere il corpo in forma con il solo ausilio delle nostre gambe. I benefici della corsa, però, sono anche mentali, perché è dimostrato come la corsa aiuti a combattere la depressione e ad abbassare lo stress. Si potrebbe dire, dunque, che correre rende felici, ma soprattutto liberi. E mai come in questo momento una sensazione di libertà può fare decisamente comodo.