A partire da lunedì 26 ottobre, a seguito del nuovo DPCM emanato dal Governo nella giornata di domenica, le palestre hanno dovuto chiudere le porte insieme a tutti i centri natatori. Una decisione commentata da Federico Crescentini, uno dei due titolari della palestra 1RM Academy a Ghemme come “aspettata. Era ormai un mese che sui giornali non si parlava di altro che di un’ipotetica chiusura delle palestre e così è stato.” 

Per capire meglio quali saranno le conseguenze di questa brutale battuta d’arresto, TheSportSpirit ha voluto intervistare Federico Crescentini in qualità di titolare di un’associazione sportiva affiliata alla FIPE che nasce dalle ceneri della True Gym. Una nuova realtà che fin dall’inizio si è contraddistinta a Ghemme al punto da attirare moltissimi atleti da tutta la provincia. 

Oggi è il primo giorno dalla messa in atto del DPCM. Qual è lo stato d’animo? Quale sarà l’impatto sulla vostra palestra? 

Sono abbastanza a terra anche se ad essere sincero me l’aspettavo. Ero un 90% sicuro che si chiudesse e il restante era solo speranza dettata dalle ultime intenzioni del Governo nel chiudere le zone con più assembramento come centri commerciali e piazze. Le ripercussioni sono molte, sia a livello economico che a livello di clientela. Dopotutto come dar loro torto dopo ottanta giorni di chiusura si riapre finalmente e dopo poco ecco che siamo ancora chiusi. Per quanto? Un mese? Staremo a vedere. 

Le palestre sono davvero così pericolose come sono state dipinte dai giornali?  

Non è così. Dall’intervista di Spadafora a quanto pare siamo passati dall’essere il posto più sicuro al mondo grazie agli ingressi contingentati a luogo potenzialmente a rischio. Ha ovviamente dovuto motivare la scelta e a quanto pare il provvedimento è stato necessario per evitare ulteriori spostamenti di persone sui mezzi pubblici o per strada. Siamo chiusi in quanto attività “non essenziale”. Per rispondere alla domanda, il mondo dello sport e del fitness ha sempre dovuto sottostare a duri e rigidi protocolli di sicurezza. 

Come è stata la ripartenza dal lockdown? Quali aiuti avete ricevuto? Quali problematiche?

La ripartenza me l’aspettavo completamente diversa. Pensavo che la gente, dopo esser stata chiusa per più di tre mesi in casa, volesse fare di tutto invece è andata molto a rallentatore. I numeri quest’estate sono stati veramente bassi, un balume di speranza si è riaccesa a settembre quando sembrava che l’attività di palestra riprendesse i ritmi più sostenuti. Per quanto riguarda gli aiuti In quanto trainer ho potuto usufruire dell’indennità COVID mentre invece come ASD il decreto prevedeva un dimezzamento degli affitti. La federazione di pesistica, la FIPE branca del CONI, ha provveduto a rimborsare le tessere e la quota di affiliazione. 

Per quanto riguarda gli iscritti, avete dunque registrato un calo? 

Certamente non solo perché le persone non si fidano, ma soprattutto perché dopo mesi fermi si sono impigrite e la voglia di fare attività deve essere ovviamente allenata con il tempo. A livello di salute questa chiusura non giova per niente all’organismo. È scientificamente provato che lo sport e il fitness migliorano il sistema immunitario. 

Come pensate di andare avanti per questo mese? Avete pensato a qualche lezione a distanza? 

Personalmente dal lockdown scorso ho stilato un programma di allenamento a corpo libero per allenare la forza da mandare a tutti i nostri associati. Sarebbe forse meglio definirlo sistema dove ognuno, in base alle proprie esigenze, poteva scegliere cosa fare. Per quanto riguarda l’online non facendo attività di gruppo non abbiamo pensato a niente. Inoltre bisognerebbe anche pensare al rovescio della medaglia, si rischia di viziare troppo il socio che alla fine non viene più in palestra.