Specialista nella spada, Marco è uno dei quattro schermidori della nazionale italiana ad aver conquistato la medaglia d’argento nella finale a squadre alle Olimpiadi del 2016. Dopo tre anni da questo sorprendente traguardo, l’atleta siculo ha deciso di raccontarci questa magnifica esperienza e come si stia preparando per ottenere il pass per Tokyo 2020.

1.      Come e quando ti sei avvicinato alla scherma? Perché proprio a questa disciplina e non ad un altro sport?

La mia passione per la scherma è nata in maniera del tutto casuale. Il mio ex vicino di casa ad Acireale, nonché mio amico, praticava questa disciplina da anni. Un giorno mi chiese di fargli compagnia. Così lo accompagnai in palestra e mi fermai a guardarlo. Mi innamorai immediatamente di questo sport.

foto Bizzi/FederScherma

2.      Spesso definisci la scherma con questi tre attributi: “autocontrollo, pazienza e modestia”. Come mai questa definizione? Quale di queste doti possiedi maggiormente?

Questa definizione è frutto per lo più della mia esperienza personale e del mio modo di essere. Bisogna sempre tenere a mente che la scherma è uno sport di situazione. In un batter d’occhio si decidono le sconfitte e le vittorie e quindi l’autocontrollo è una dote fondamentale. La pazienza invece permette di dare la giusta stoccata mentre la modestia fa in modo che lo schermidore non ecceda nella troppa confidenza. Sinceramente spero di incarnare tutti e tre gli aggettivi che ho utilizzato.

3.      Aggiungerei anche onestà. Quando è importante questo valore per te?

La mia carriera è stata improntata principalmente su momenti di lealtà sportiva. Io credo che qualsiasi atleta, sia professionista che dilettantista, debba dimostrare che vincere è sì importante, ma che esistano valori imprescindibili nello sport. L’onestà è certamente uno di questi.

foto Bizzi/FederScherma

4.      Parliamo un po’ dell’argento vinto a Rio. È stato difficile gestire la tensione e il nervosismo per la finale olimpica?

Il mio staff è composto da un tecnico, da diversi preparatori atletici e da un mental coach. Chiaramente con quest’ultimo facciamo per lo più lavori che servono a gestire meglio la tensione prima, durante e dopo la gara. Grazie al suo aiuto vivo queste situazioni in maniera serena e lucida. Lo stesso discorso si può ampliare anche alle Olimpiadi. Quando ho iniziato a prepararmi per Rio non ho solo curato la parte fisica, ma anche quella psicologica.

5.      Com’è stato vincere una medaglia olimpica? Che sensazioni hai provato? È stato appagante?

La scherma è uno sport prettamente individuale. L’argento conquistato a Rio è stato invece nella squadra. Questo ci ha ripagato di moltissimi sacrifici e del duro lavoro che abbiamo fatto. Alla fine, la medaglia non si vince il giorno delle Olimpiadi, ma è solamente la fine di un lungo percorso. Abbiamo creato un gruppo molto affiatato e che era in pedana con in medesimo obiettivo. È inutile aggiungere che l’aver raggiunto questo traguardo è letteralmente il coronamento di un sogno.

foto Bizzi/FederScherma

6.      Dopo l’Olimpiade com’è stato il rientro a casa? È stata dura riprendere gli allenamenti quotidiani?

Dopo le Olimpiadi senti che qualcosa in te è cambiato. Noi della scherma abbiamo la fortuna, o la sfortuna, di non essere troppo sotto i riflettori quindi non sentiamo la pressione dei media come ad esempio un calciatore. Sicuramente dopo questa esperienza ho acquisito maggior sicurezza e consapevolezza di me che mi hanno permesso di dare una svolta alla mia carriera sportiva. Ho chiuso il 2018 come numero quattro al mondo e tre podi.

Paris, 12–14 mai 2017 Coupe du Monde Épée hommes dans l’image: Photo Taÿ Pamart / Bizzi

7.      Progetti per il futuro?

Mi sto preparando per la nuova stagione. Per il momento in programma ho le gare di qualificazioni per il torneo italiano a Palermo dove spero di riconfermarmi campione italiano di spada. Ovviamente poi guardo all’aspetto internazionale. Il 2019 è l’anno della qualifica olimpica e per questo motivo che cercherò di guadagnare quanti più punti possibili per ottenere il pass.