Velocista atipico e specialista indiscusso delle classiche, Sonny Colbrelli è considerato al giorno d’oggi uno dei migliori ciclisti italiani su strada. Nato e cresciuto a Casto, in provincia di Brescia, può vantarsi di un palmares di tutto rispetto al pari dei più grandi interpreti di questo sport.

1.      Come è nata questa passione per la bicicletta? Quando ti sei accorto che questo sport sarebbe potuto diventare una parte fondamentale della tua vita?

Diciamo che tutto incominciò grazie ad una gara di mountain bike organizzata a Casto, il mio paese d’origine. Avevo solamente otto anni quando decisi di partecipare. Mai mi sarei immaginato che sarei arrivato sul podio. La domenica successiva tentai un’altra corsa classificandomi terzo. Questi ottimi risultati mi convinsero a provare il ciclismo su strada. Devo ammettere che non c’è stato un evento in particolare, fin dagli inizi capii che questo sarebbe potuto essere il mio futuro. 

2.      Come ti trovi a vestire i panni del Bahrain Merida? Com’è correre insieme a Nibali?

Nel Bahrain Merida mi sono subito trovato bene. Mi hanno dato fiducia e io ho cercato di non deludere mai le loro aspettative. Mi han preso come leader e devo ammettere che non è un ruolo facile. Nel nostro team c’è anche Vincenzo Nibali. È una grandissima emozione correre insieme a lui. Prima di tutto ti infonde molta tranquillità e poi si comporta come un vero campione. È sempre disponibile con tutti.

3.      Come descriveresti questo 2018 di gare? Qual è il risultato di cui vai più fiero e quale invece ti ha lasciato un po’ l’amaro in bocca? Perché?

Quest’anno posso ritenermi soddisfatto di quello che ho fatto. Innanzitutto, sono cresciuto notevolmente anche grazie alle varie opportunità che mi si sono presentate. Ho infatti avuto modo di prendere parte a gare contro grandi campioni. La vittoria più bella è stata senza alcun dubbio quella del tour di Svizzera battendo in volata Gaviria e Segan. Certo in questo 2018 ho vissuto anche un po’ di amarezza specialmente nelle classiche. In tale occasione mi sono ammalato e non sono riuscito ad essere competitivo come volevo.

4.      Si dice su di te che “Quando piove sei di un’altra categoria”. Come mai? Che difficoltà incontrano gli altri che tu non trovi?

Dicono tante cose su di me, specialmente quando si ha che fare con la pioggia. Diciamo che la differenza sta sempre nella testa. Quando piove e fa freddo il 60% dei miei avversari parte sconfitto. Il trucco è quello di non arrendersi mai. Io cerco sempre di essere positivo e di non lasciarmi mai condizionare da nulla. Poi devo ammettere che mi esalto a correre con il bagnato. Mi piace sentire l’acqua addosso.

5.      Come avvengono i tuoi allenamenti? Quante ore al giorno? Come cambiano in vista di una competizione? Segui anche una dieta particolare?

I miei allenamenti sono diversi in base anche alle gare che devo disputare. Il grosso del lavoro si fa in questi mesi di stop. Bisogna innanzitutto cercare di migliorarsi sempre e poi di correggere gli eventuali errori. Normalmente mi alleno dalle 4 fino alle 6 ore al giorno tutti i giorni. Durante la settimana ho una giornata di riposo totale in cui posso staccare la spina. Dal punto di vista dell’alimentazione, seguo una dieta che mi viene fornita da Laura Martinelli che è la nutrizionista della nostra squadra.

6.      Progetti per il futuro e per il 2019?

Tantissimi progetti mi aspetteranno l’anno prossimo partendo dal fatto che sono diventato padre da pochi mesi. Cercherò di partecipare alle classiche più importanti e ad una tappa del Tour de France. Inoltre, potrei prendere parte anche al Mondiale. Cercherò di farmi trovare pronto!