Dai disegni basati sul celebre blockbuster “Notting Hill”, o sull’intramontabile Sherlock Holmes, alle prestigiose collaborazioni nel branding di grandi aziende e di eventi sportivi a livello planetario, fino alle amate serie di illustrazioni dove ritrae zone della “sua” Londra. Queste e molte altre sono le opere di Catharina Luisa Maschke, conosciuta ai più come “Lu”, artista poliedrica per eccellenza, che in esclusiva a “TheSportSpirit” parla, non solo della sua brillantissima carriera, ma anche del suo rapporto con lo sport, di cosa significhi Londra per un artista, della comunità nata sul suo profilo Instagram london_city_illustrations e della sua bicicletta trasformata in…

In cosa consiste specificatamente la sua attività? 

Da oltre 17 anni sono una freelance senior specializzata nel branding di piccole startup, di aziende a livello globale e di grandi eventi sportivi. Ricordo poi come anni fa iniziai l’hobby di illustrare zone di Londra, dove ho fatto base negli ultimi anni, e di altre località del mondo, ed ora sono molto orgogliosa come questo passatempo sia diventato un vero e proprio business di cui vado entusiasta e che mi diverte molto. 

Proprio il divertimento, oltre all’impegno che metto nelle mie opere, fanno sì che mi accorga come i miei lavori vengano particolarmente apprezzati e questo mi fa capire, giorno dopo giorno, quanto sia realmente fortunata nello svolgere un lavoro che amo tanto e che mi dà grandi soddisfazioni

Dal branding alle illustrazioni passando per gli eventi sportivi: si direbbe quindi che lei è un’artista poliedrica, giusto? 

Diciamo di sì perché l’impegno nel mio lavoro coinvolge il disegno grafico e quello degli oggetti, le illustrazioni, l’animazione, la scultura oltre al design di trofei e di medaglie e, non per ultima, la street art. A proposito di “arte da strada” ricordo con molto piacere quanto ho fatto sul famoso muro degli Abbey Road Studios, dove ho avuto l’opportunità di conoscere persone veramente interessanti, e in cui ho omaggiato, attraverso i miei graffiti, ad esempio Stefano Civetta una volta che ha smesso di lavorare lì, oppure la leggenda Lester Smith che da 50 anni è il custode della collezione di microfoni vintage; come non ricordare poi il genio Alan Blumlein, inventore dello stereo, che ho ricordato con un graffito a lui dedicato. 

Sempre avendo Londra come location è il poster che ho eseguito per il celebre film Notting Hill in cui ho ritratto la famosa libreria dove lavorava William Thacker, interpretato da Hugh Grant, e l’iconica porta blu con il vicino di casa del protagonista; nell’illustrazione è presente anche un ragazzo di nome Paul, che si è poi trasferito a Roma, oltre alla panchina dove, alla fine della pellicola, si vedono Anna Scott, interpretata da Julia Roberts, e William Thacker.  

Ha fatto altri lavori legati al mondo del cinema o della tv? 

Analogamente a quanto fatto con Notting Hill, ho eseguito un poster ritraendo un personaggio che mi affascina da sempre: Sherlock Holmes. Ho ritratto il celebre investigatore al proprio indirizzo di abitazione, il mitico 221B di Baker Street, con il fratello Mycroft e l’immancabile nemico di Sherlock Jim Moriarty. Ho poi disegnato, sempre restando nel mondo del cinema, Bridget Jones e Mark Darcy mentre si baciano a Bedale Street vicino al pub “Globe Tavern”. 

Non potevo poi non rappresentare qualcosa connesso ai Beatles disegnando St John’s Wood che non solo è la sede degli iconici Abbey Road Studios, ma anche delle strisce pedonali più famose del mondo mostrate sulla copertina di “Abbey Road”; ebbene ho disegnato Sir Paul McCartney dei giorni nostri e i quattro Beatles del passato. 

Dopo questo elenco dei miei lavori ci tengo a lanciare un messaggio, soprattutto per chi si appresta ad iniziare una professione come la mia, dicendo come tutte queste esperienze che ho descritto, le quali le definisco percorsi lavorativi, mi hanno fatto capire come sia fondamentale, per avere successo, creare i tuoi progetti in base ai propri interessi e vedere poi a quali risultati porta tutto questo. 

Londra risulta realmente parte integrante dei suoi lavori, quanto è importante questa città per un’artista come lei? 

Non ho assolutamente dubbi nel dire che se il tuo scopo è quello di lavorare nel mondo dello sport, intendo sia nel branding che negli eventi, Londra sia la location perfetta perché molte agenzie specializzate hanno la sede lì; infatti io stessa vi ho trascorso gli ultimi due anni e poi, complice il lockdown, sono tornata in Germania per stare più vicina alla mia famiglia. 

Nei miei anni londinesi ricordo di aver visitato, a piedi o con la mia amata bicicletta, tantissimi quartieri, dove prendevo spunto per le mie illustrazioni, accompagnata a volte da persone del posto, che mi contattavano sul mio profilo Instagram london_city_illustrations per darmi una visione dei propri luoghi completamente diversa da quella che può avere il tipico turista mordi e fuggi. Con il tempo, e questo mi fa piacere sottolinearlo, la gente che mi scriveva via internet per suggerirmi di illustrare questo o quell’altro quartiere è aumentata fino a creare una vera e propria community che ha dato così il via ad un desiderio di appartenenza che si è intensificato durante il lockdown; un “far parte del gruppo” che continua anche ora che mi trovo in Germania e che si può cogliere molto bene nelle mie cartoline e poster londinesi in cui disegno luoghi e persone reali, per esempio vicini di casa o negoziati, con il risultato che le mie opere diventano ancora più coinvolgenti per i soggetti ritratti e per me. 

Mi piace concludere il mio ricordo su Londra dicendo che è una città estremamente stimolante in cui è possibile scoprire un mare di dettagli sia bizzarri che storici oltre che, come uso dire, toccare con mano vari stili architettonici: edoardiano, georgiano, vittoriano e gli immancabili edifici contemporanei; una città insomma che “trasuda storia”, veramente eccitante grazie alla sua proverbiale multiculturalità e che fa della creatività quel must che è alla base di un’artista creativa come me. 

Lei ha una vasta esperienza lavorativa in eventi sportivi, qual è il suo rapporto con lo sport? 

La mie esperienze lavorative nello sport, quali quella con Nike quando vivevo ancora in Germania e quelle in Australia, dove ho vissuto per 8 anni, lavorando per eventi quali ICCT T20 World Series, ICC World Cup, Rugby Leagues World Cup, Australian Open e Giochi del Commonwealth, mi hanno dato la possibilità di “vedere” gli atleti sotto un’altra veste e cioè di rispettarli per le performance messe in campo e fungere da testimone della concretizzazione dei loro sogni. Tutte sensazioni che, a maggior ragione in stadi con 80.000 persone le quali in un qualche modo vedevano il lavoro svolto da me, rendevano una partita, per esempio di cricket, un momento toccante nel quale si percepiva l’energia che coinvolgeva tutti i presenti. 

Con tutto questo sport presente nella sua carriera lei pratica qualche attività sportiva? 

Adoro assistere dal vivo al polo di cui ricordo di aver assistito, quando vivevo a Sydney, a diverse partite grazie ad un mio amico australiano ex giocatore che mi portava ad ai match; uno sport in cui si crea un’atmosfera unica nello stare tra i cavalli, i giocatori ed il pubblico. Avendo appunto una vita professionale così tanto circondata dallo sport mi sento, scherzosamente, quasi in dovere di correre, fare palestra, praticare equitazione e, non per ultimo, girare in bicicletta che preferisco, senza dubbio, all’uso dell’automobile.  

A proposito della mia amata bicicletta voglio raccontare una curiosità: in agosto l’ho trasformata in un negozio on line mobile per vendere le mie illustrazioni; per fare ciò ho montato, sulla parte anteriore della bici, un contenitore dove all’interno c’erano i poster e le cartoline da vendere. È stata un’iniziativa che mi ha dato modo di riconnettermi con la natura dopo i mesi di isolamento e per fare business; insomma un’idea che mi sento di consigliare a chiunque volesse provarla! 

A quale progetto lavorativo sta lavorando in questo periodo? 

Sono molto orgogliosa nel dire che attualmente sono impegnata in un progetto di branding di articoli sportivi per una mia cara amica australiana, la quale proviene da una famiglia di atleti professionisti, che ha deciso di mettersi in proprio con questa attività; sono veramente molto contenta di darle una mano perché, soprattutto nel mondo dello sport, è fondamentale il supporto tra donne. Questo lavoro non fa ovviamente venire meno la mia poliedricità che mi rende impegnata in questo periodo anche con le mie amate serie di cartoline londinesi di cui la prossima avrà ad oggetto Kentish Town.