L’ex pugile italiano diventa il volto della campagna di TheS “Mettiamo insieme il bullismo K.O”

Punta di diamante del pugilato italiano, Vincenzo Cantatore, da anni impegnato in attività rivolte al sociale, ha deciso di collaborare insieme a The Sport Spirit per diventare “ambassador” della campagna antibullismo. Uomo dai mille interessi è particolarmente attivo in diverse iniziative di volontariato. Tra queste spicca principalmente la sua collaborazione con Villa Letizia, una comunità terapeutica e socioriabilitativa per ragazzi con disturbi psichici. Egli infatti mostra loro i numerosi benefici derivanti da una sana attività sportiva e come il pugilato possa essere un’ottima soluzione alla loro drammatica situazione.

Il suo impegno non termina qua: tra le sue battaglie figura anche il bullismo. L’ex pugile italiano è da anni coinvolto in progetti scolastici che puntano ad intercettare le necessità dei giovani prima che il fenomeno esploda. Un vero e proprio manuale che permette agli insegnanti di stroncare sul nascere quei comportamenti che, in alcuni casi, hanno portato i più vulnerabili a compiere gesti estremi.

1.      Sei particolarmente impegnato in numerosi progetti per il sociale. Come mai hai scelto il bullismo? Qual è il tuo rapporto con questo?

Ho iniziato ad interessarmi al bullismo in maniera attiva quando le mie figlie sono diventate adolescenti. Negli anni ho avuto modo di osservare da vicino le problematiche scaturite da questa piaga giovanile. Al giorno d’oggi i ragazzi sono sempre di più esposti alla violenza e spesso fraintendono quello che vedono tramite i mezzi di comunicazione di massa. Basta pensare infatti a come le serie televisive di successo, quali “Romanzo Criminale” o “Gomorra”, miticizzano uno stile di vita di sbagliato elevando al grado di eroe figure prettamente negative.

2.      Sei mai stato vittima di bullismo? Hai mai assistito a qualche episodio?

Per mia fortuna no. Ad essere sincero non ho mai tollerato alcun atteggiamento prepotente. Da adolescente infatti mi consideravo una sorta di Robin Hood dei bulli e mi capitava spesso di difendere qualche mio compagno. Facevo capire a quei gradassi cosa si provasse realmente nell’essere tormentato da qualcuno quotidianamente.

3.      Negli anni hai compiuto numerosi progetti antibullismo andando come testimonial nelle scuole romane. Come erano organizzati questi percorsi educativi? Qual era l’obiettivo principale? Che risultati hai ottenuto?

È un progetto che porto avanti ormai da anni nelle scuole romane. Come ho già detto prima, con l’uscita di prodotti televisivi come “Romanzo Criminale” o “Gomorra” la figura del criminale viene ampiamente miticizzata ed è normale che qualche giovane tenda ad emularne lo stile di vita. Per questo motivo ho dato il via a questo percorso educativo nelle scuole romane con l’intento di mostrare come questi eroi mediatici siano solamente dei delinquenti. Portavo esponenti della Banda della Magliana nelle aule così che raccontassero la propria esperienza e di come fosse la loro vita dietro alle sbarre.

4.      Secondo te, facendo anche riferimento alla tua esperienza sportiva, il bullismo è radicato solamente in ambienti scolastici oppure è presente anche nello sport? Nella boxe invece?

Il bullismo è ovunque ed è sbagliato categorizzarlo solamente agli ambienti scolastici. Purtroppo, anche lo sport ne è pieno specialmente in quelli così detti da “spogliatoio”. Un bullo è un bullo sempre in tutto quello che fa. Fortunatamente nella boxe non ho avuto modo di vedere o vivere esperienze di questo genere.

5.      Come può, secondo te, la boxe aiutare a prevenire queste situazioni, ma soprattutto aiutare i ragazzi coinvolti?

Il bullismo è per lo più un complesso. Spesso si creano situazioni indesiderate che il giovane non ha il coraggio di affrontare e così facendo si sfoga su altre persone. La boxe è uno sport formativo che aiuta questi adolescenti a crescere e a scontrarsi con questi problemi uscendone a testa alta. Diventi un uomo e superi ogni difficoltà. 

6.      Come si potrebbe prevenire questa pesante piaga giovanile?

Il bullismo si può prevenire in tantissimi modi. Prima di tutto, secondo me, si dovrebbe evitare, o meglio, limitare al massimo la violenza. Spesso ci dimentichiamo che i giovani sono come spugne e tutto quello che vedono assimilano. Non bisogna dunque stupirsi se talvolta miticizzano personaggi negativi. Per dire qualche anno fa a Roma è stato arrestato un gruppo di ragazzini che emulava la Banda della Magliana e volevano riprendersi la Capitale.

7.      Sappiamo che hai intrapreso un progetto di difesa per avvocati. Ti va di approfondire meglio questa iniziativa?

È un progetto nato veramente da poco ed è stato ideato insieme all’avvocato Lubbrano. Detto brevemente si cerca di dare la possibilità a persone chiuse tutto il giorno in ufficio di praticare sport di qualità. È l’ideale per chi fa una vita sedentaria e ha bisogno di una valvola di sfogo. Si tratta di allenamenti specifici per il corpo, ma soprattutto per la mente, un tipo di lavoro analogo a quello che faccio insieme ai parkinsoniani.

8.      Hai qualche consiglio da dare ai giovani?

Vivete la vostra vita in maniera più serena e più genuina. Ascoltate sempre i consigli dei vostri genitori anche se a volte, quasi sempre, non vengono presi in considerazione. Spesso infatti si tende a prestare attenzione più a quello che viene detto fuori dalle porte di casa e mai quello all’interno. Infine, non fatevi ingannare dai media perché non è tutto oro quello che luccica.