Da quest’anno si corre la W Series, un campionato mondiale per monoposto monomarca riservato alle donne. A rappresentare i nostri colori c’è Vittoria “Vicky” Piria, una ragazza milanese con un passato nei Kart, nella Formula Renault, nella Formula Abarth e soprattutto nelle GP3 Series e European F3 Open. L’abbiamo raggiunta per farle qualche domanda su questa sua nuova avventura e sulle corse in generale.

Vicky, quello delle corse automobilistiche è considerato, forse a torto, un mondo maschile, com’è nata la tua passione per i motori?

È nata quasi per caso, mio fratello iniziò a fare i suoi primi giri incitato da mio padre. In poco tempo mi ritrovai a provare anche io e da lì è nata la mia passione. Il pensiero che fosse un mondo un po’ più maschile non mi sfiorava nemmeno da bambina allora.

Da lì ne hai fatta di strada, in tutti i sensi, arrivando a ottenere risultati ragguardevoli e a correre nella GP3 che è considerata un po’ l’anticamera della Formula Uno. Poi però hai dovuto o voluto prenderti qualche anno di pausa, cos’è successo?

Purtroppo ero arrivata a un punto dove fare l’ulteriore step comportava una base di budget e quindi sponsorizzazioni, cosa che soprattutto per un pilota italiano ai tempi della crisi era difficile. Ero giunta alla conclusione che correre magari male così non aveva senso, ho aspettato l’opportunità giusta che poi è arrivata

Infatti quest’anno c’è stato il tuo ritorno alle corse nella WSeries, una novità gradita, sappiamo che non è stato facile entrare tra le diciotto guide ammesse a questo campionato. Ci racconti com’è andata?

Le selezioni sono state abbastanza toste, il livello globale era alto e non permetteva errori, anzi, bisognava continuamente dimostrare le proprie capacità al massimo. Le prime selezioni sono state più ad ampio raggio: da prove atletiche a prove di controllo del mezzo, la seconda e ultima selezione è stata puramente velocistica. Le più veloci sono passate, anche se solo di un paio di decimi sul giro secco.

Nelle gare fin qui disputate hai ottenuto un ottimo quinto posto nella gara di casa a Misano e sei riuscita ad andare a punti a Zolder. Puoi fare un bilancio parziale del cammino fatto finora?

Sono in continua crescita, il livello è alto e a livello di tempi sono sempre nei primi 6-7, ogni tanto mi è mancato qualcosa per chiudere il cerchio, ma ci sto lavorando su. Tutto sommato sono contenta della mia prestazione in un campionato di così alto livello dopo anni di stop.

La W Series come tutte le novità ha sicuramente tanti pregi ma anche aspetti da migliorare, cosa salvi e su cosa, invece, bisognerà concentrarsi il prossimo anno?

Sicuramente ad oggi penso il più grosso problema per me è che si faccia solo una sola gara a weekend e quindi solo sei gare complessivamente. L’ideale sarebbe riuscirne a farne almeno due, sia per noi piloti che per movimentare il campionato stesso. Il fatto di continuare a concentrarsi sull’elevare la performance e la preparazione delle selezionate è invece assolutamente da tenere.

Cosa ti piace di più nelle corse. L’ebbrezza della velocità, l’adrenalina, il rischio calcolato, la capacità di superare i tuoi limiti…?

La sensazione del giro perfetto, la precisione e l’istinto che si scontrano e creano la velocità perfetta.

Come ti prepari per una gara?

Mi alleno fisicamente magari specificatamente per il tracciato dove dovrò correre, se riesco vado al simulatore e principalmente cerco di rimanere riposata e serena.

Quali sono i tuoi obbiettivi per il futuro?

Continuare a rappresentare al meglio l’Italia nel mondo del motorsport e togliermi qualche soddisfazione nella WSeries.

Cosa diresti a una bambina che sogna di correre in auto?

Che divertirsi è l’ingrediente per andare forte!