In Italia, per pensiero comune, si considera il calcio come lo sport per eccellenza. Così facendo però si sottovalutano molte altre realtà sportive belle e stimolanti. Il karate purtroppo è una di queste. Se devo essere sincera, anche io, all’inizio, penso come la stragrande maggioranza delle persone, ero convinta che praticare quest’arte marziale fosse più per “maschiacci”. Fortunatamente cambiai subito idea.

La prima esperienza di Melania

Avevo undici anni quando andai per la prima volta ad assistere ad un allenamento di mio fratello minore. All’inizio ero convinta che il Karate non fosse adatto per le bambine, ma quando entrai in palestra rimasi estasiata da questo mondo. Non so, saranno state le tecniche di esecuzione o la grazia nel praticarle, ma me ne innamorai follemente. Uscii da lì con un unico pensiero in testa: avere un karate-gi tutto mio per cominciare il lungo cammino per l’ambitissima cintura nera.

Il Karate è adatto per le bambine

Che le arti marziali siano viste più come una disciplina maschile che femminile è un pensiero molto comune tra le persone. Spesso mi son sentita dire: “ma tu così carina ed elegante perché fai uno sport così violento?”. Contrariamente a quanto si possa credere il karate è tutt’altro che pericoloso, anzi in realtà richiede estrema grazia e precisione nei movimenti.

Quando sono sul tatami mi sento estremamente sicura di me e non ho paura di farmi male perché so esattamente quali punti posso colpire e con quanta intensità. Questa disciplina infatti non è finalizzata a picchiare l’avversario, anche se qualche volta può succedere di infortunarsi. Ovviamente durante gli incontri la situazione diventa leggermente più movimentata, ma niente in confronto al pugilato.

I benefici nel praticare karate

Può sembrare banale da dire, ma non è uno sport semplice. Innanzitutto, plasma il carattere dell’atleta attraverso diverse prove alcune poco impegnative altre invece più complesse. Credo che senza di esso non sarei la Melania che sono ora. Nonostante le mie attuali debolezze, questa disciplina mi ha aiutata a maturare e ad avere una visione del mondo e della vita completamente diversa rispetto ai miei coetanei.

Ovviamente è uno sport che regala anche tante gioie. Grazie ad esso, ho avuto la possibilità di conoscere tante persone con le quali ho passato momenti a dir poco indimenticabili. La parte più bella? Le trasferte perché mi hanno permesso di girare il mondo e di maturare ulteriormente sia sul piano sportivo che individuale. La più divertente, senza dubbio, è stata quella a Salisburgo dove ho disputato una gara di altissimo livello cui hanno partecipato atleti da tutto il mondo.

Non è sempre tutto “rose e fiori”

Personalmente, specialmente in vista di competizioni importanti, inizio a percepire molta ansia. In allenamento cerco di lavorarci un po’ su e mi sprono quotidianamente a superare i miei limiti. Spesso mi trovo in difficoltà, in costante lotta con me stessa e con le mie paure.

Alla fine, nonostante tutto il dolore, se così si può chiamare, e tutte le delusioni, praticare karate porta a grandi soddisfazioni che ti danno la forza di andare avanti. Le “glorie”, che mi porterò sempre nel cuore, sono state molte. Degne di nota sono i vari podi ai campionati italiani e agli open internazionali come il terzo posto alla Venice Cup a Caorle lo scorso novembre.

Il Karate è tutto questo: amore, sacrificio, lacrime e gioie. Se dovessi tornare indietro lo rifarei altre mille volte.