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LA NAVIGAZIONE NOTTURNA IN KAYAK

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Perché siamo attratti dal mare proprio di notte?

La navigazione notturna arricchisce il marinaio e svela una grande quantità di dettagli perché, paradossalmente, ci consente di procedere senza essere “accecati” da tutte le informazioni distraenti che registriamo di giorno quando c’è la luce.

Innanzitutto c’è la preparazione della navigazione: occorre avere già avuto diverse esperienze di navigazioni diurne ma in questo caso si segue una procedura dedicata, sia che si navighi da soli, sia che si navighi in gruppo. Si preparano le rotte, tappa dopo tappa, con diversi punti intermedi che vengono scelti in base alle loro caratteristiche, si stabiliscono diversi protocolli per risolvere eventuali emergenze e poi… 

E poi, finalmente, ci si lascia trasportare sul mare con tutti i sensi amplificati. Gli occhi vedono solo qualcosa alle ultime luci della sera e alle prime ore del mattino ma durante la notte potranno darci solo qualche riferimento in presenza della luna o di una bella stellata con tempo sereno. Saranno le nuove sensazioni a guidarci oltre alla bussola: quando dopo una lunga scogliera ci troveremo a navigare al traverso di una spiaggia al limite dei campi coltivati ci investirà un deciso profumo di terra o di cereali sospinto dalla brezza di terra a notte inoltrata.

Oppure, quando passeremo da una navigazione lungo litorali degradanti a una navigazione lungo ripide scogliere percepiremo una specie di sussulto del mare, seppure in bonaccia, che con la sua impercettibile risacca ci comunicherà che il litorale è cambiato bruscamente. Anche i suoni vengono amplificati la notte: il nostro udito, che istintivamente riuscirà ad avvertire ogni minima variazione, ci trasmetterà suoni di animali, soffi, frangenti, rimbombi e, finalmente, silenzi, così utili e preziosi per attivare nuovamente altri sensi. 

Meno vediamo e più percepiamo i profumi, il movimento, i suoni, la temperatura e la densità dell’acqua. Dopo più settimane di navigazione continua saremo in grado di capire che ci stiamo avvicinando a una foce perché, oltre alla temperatura, anche la sensazione dell’acqua sulle mani sta cambiando… Insomma questa ipersensibilità, alla quale possiamo accedere solo quando mettiamo a riposo la vista, regala delle sensazioni straordinarie che, unite al fatto di navigare seduti su un kayak, leggermente sotto il pelo libero dell’acqua, conferiscono alla navigazione notturna un carattere ancestrale molto emozionante. Procedere al buio, nel silenzio, con una semplice pagaia in legno per miglia e miglia lungo un litorale sconosciuto è un’esperienza che ci “preleva” dalla nostra epoca e ci trasporta in un’altra dimensione temporale. 

Il sogno finisce con le prime luci dell’aurora mattinale. E a noi rimangono i ricordi di quando alla prima luce, girandoci verso poppa, abbiamo visto spuntare Vulcano, Lipari e Salina su un orizzonte lucido e multicolore o quando il buio rimasto dietro a Capo Teulada ha finalmente svelato l’onda che da tante ore ci strattonava ritmicamente…