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La neve dura: un’insidia da non sottovalutare

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Per l’escursionista medio, non particolarmente esperto ed equipaggiato, rappresenta sicuramente una delle insidie maggiori, specie all’inizio della stagione estiva.

Stiamo parlando della neve residua, spesso dura, che non di rado ingombra ripidi canaloni e forma nevai nelle zone meno esposte al sole. Il superamento di questi tratti innevati può quindi mettere in difficoltà molti, specie in presenza di determinate condizioni oggettive: neve dura o molto dura, pendenza anche solo moderata, ma a volte notevole nel caso di canali, presenza di sottostanti salti rocciosi, assenza di tracce di passaggi precedenti, nevaio o canale di buona lunghezza, tale da favorire, in caso di scivolata, un facile incremento della velocità, e altro ancora.

Su questa base, vediamo di seguito alcuni consigli per meglio affrontare questo aspetto della montagna, nell’ottica della massima sicurezza.

Snow Walking Neve - Foto gratis su Pixabay

Per i non esperti

Prima di tutto, una premessa: se non abbiamo dimestichezza con la neve dura, se non abbiamo quasi mai utilizzato la piccozza e meno che mai i ramponi, se infine la sola idea di una scivolata accidentale su un nevaio ci mette i brividi, bene, in questo caso esiste una sola possibilità, semplice quanto perentoria: non avventurarsi mai su neve dura, a meno che non si tratti di un placido nevaio pressoché pianeggiante, dove una scivolata non potrebbe avere, in modo assoluto, nessuna conseguenza.

Premesso questo, per evitare di trovarsi di fronte a imprevisti, conviene quindi programmare le escursioni seguendo, se così possiamo dire, il progressivo scioglimento della neve. In primavera escursioni a bassa quota, a inizio estate fin verso i duemila metri, e quindi anche oltre. 

Naturalmente, la quota non è l’unico parametro in gioco, ma occorre valutare anche l’esposizione e l’andamento nivologico stagionale, prendendo in esame una serie di fattori oggettivi: il percorso prevede l’attraversamento di canali orientati a nord? e a quale quota? L’inverno è stato molto o poco nevoso? quale è l’orientamento prevalente dell’itinerario? a quale quota si trovano i tratti orientati a nord? e altro ancora.

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Escursionisti medi

Questa categoria di escursionisti ha una certa dimestichezza con la neve, anche moderatamente dura e inclinata, ma non su nevai o canali ripidi. Tipicamente possiede una piccozza, ed è in grado di usarla nel modo corretto. In genere non è dotato di ramponi, o se anche li ha, il loro uso è quanto mai sporadico, con una conseguente scarsa esperienza.

In questo caso, è quindi possibile affrontare anche lunghi percorsi su neve, moderatamente dura e poco ripida, ma preferibilmente evitando tratti ripidi ed esposti, a meno che non siano tracciati in modo adeguato.

Conviene sempre programmare la gita in relazione alla possibile presenza di neve residua, ma con più libertà rispetto alla precedente categoria di escursionisti. Fare attenzione, in particolare, a ripidi canali ad alta quota e orientati a nord.

Escursionisti esperti

In questo gruppo rientrano gli escursionisti in grado di muoversi con sicurezza in tutte le condizioni, dalle roccette alla neve dura e ripida, con buona dimestichezza nell’uso combinato della piccozza, dei ramponi e, in casi di emergenza, anche della corda, per superare brevissimi tratti pericolosi o molto esposti.

In questo caso, il nevaio o il canale ripido non solo possono essere affrontati, ma possono anche essere cercati volontariamente, per compiere una salita dal sapore prettamente alpinistico.

Neve Inverno Freddo - Foto gratis su Pixabay

Fare pratica

Per tutti, vale comunque un consiglio di carattere generale: poiché camminare sulla neve dura e ripida richiede una certa esperienza, anche per ciò che riguarda l’utilizzo della piccozza e dei ramponi, è conveniente cercare di “fare pratica” su nevai del tutto sicuri, dove un’eventuale caduta potrà arrestarsi spontaneamente, senza nessun tipo di rischio.

Questa sorta di allenamento, per non risultare noioso, potrebbe essere impostato come un gioco, e tale potrebbe essere veramente se partecipasse anche un bambino o un ragazzo.

Conviene poi provare la tecnica di frenaggio e arresto di una caduta accidentale: iniziando a scivolare sul pendio nevoso, alzare immediatamente i piedi (specie se ramponati) per evitare pericolose capriole, e frenare immediatamente la scivolata piantando con tutto il proprio peso, e con entrambe le mani, la becca della piccozza nel pendio nevoso. Fidatevi, funziona, altrimenti non avrei potuto scrivere questo articolo.