Grandissimo e meritatissimo successo di Nick Taylor a Pebble Beach con -19, al secondo posto Kevin Streelman staccato di 4 colpi il quale ha preceduto Phil Mickelson con -14. Top 5 che si completa con Jason Day a -11 ed un quartetto composto da Matt Jones, Charl Schwartzel, Maverick McNealy e Daniel Berger a -10.  

Per Taylor si tratta di una vittoria storica in quanto è solamente il terzo giocatore dell’era PGA Tour a comandare un torneo dal primo all’ultimo giro, il cosiddetto “wire to wire”. Buono il terzo posto di Mickelson che lo ripaga, in parte, di un periodo molto complicato, che non è comunque sufficiente a farlo tornare tra i primi 50 giocatori del mondo estromettendolo così dal WGC in Messico. Iniezione di fiducia anche per Day che torna così alla ribalta dopo che negli ultimi anni è stato addirittura vicino al ritiro causa problemi alla schiena.

Pebble Beach non ha quindi tradito le aspettative di torneo emozionante e selettivo nel quale, pure in questa edizione, lo spettacolo non si è fatto desiderare anche grazie al fatto che, essendo un pro-am, i giocatori professionisti sono stati affiancati da un amateur (attore, cantante o personaggio di altri sport). Il tutto accresciuto dalla magnificenza di un campo unico al mondo, costruito nel 1937, in grado di vantare uno dei panorami più affascinanti del pianeta il che va, entro certi limiti, ad addolcire le immense difficoltà che i golfisti affrontano nel giocare soprattutto le buche a ridosso dell’oceano.