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L’ABC della ginnastica artistica: la capovolta avanti

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Chi da piccolo non si è mai divertito a rotolare sul lettone di mamma e papà? Quasi tutti in tenera età ci siamo cimentati nei rotolamenti; eppure, uno studio condotto dall’Università di Milano e pubblicato nel 2018 afferma: “Due ragazzi su tre non sanno eseguire una capovolta in avanti: si bloccano, si contorcono, si accasciano su un fianco. Un tempo la capovolta si apprendeva in maniera naturale giocando, tra i 6 e gli 8 anni, dopo aver imparato a rotolare e a strisciare. Doverla insegnare a ragazzi di 11-12 anni che pesano già 40 chili significa recuperare un ritardo.”

I rotolamenti, avanti e indietro, sono i primi gesti motori che si imparano durante una lezione di ginnastica artistica. Questi infatti sono alla base di tutti i movimenti complessi che compongono questa disciplina e saperli fare in maniera corretta è una necessità.

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Perché sono necessari?

Le capovolte, avanti e indietro, sono indispensabili per un bambino in fase di crescita perché li aiuta a vincere soprattutto la paura nel ritrovarsi improvvisamente a testa in giù e a capire meglio come si muove il corpo nello spazio. Spesso il movimento risulta naturale ed istintivo, ma man mano che si cresce si va incontro ad una sorta di rigidità e repulsione dovuto principalmente al timore di farsi male.

È dunque normale se ora, da adulto, non ti senta a tuo agio nel compiere questi movimenti, ma cimentarsi è importante perché ci si riappropria di una dimensione spaziale e tridimensionale persa. Inoltre questo gesto atletico ci aiuta nelle cadute riducendo sensibilmente i danni.

Per quanto possa essere semplice, l’atto motorio ovviamente necessita di alcuni piccoli accorgimenti fondamentali per evitare di farsi male. Tra questi rientra l’utilizzo di un materasso o di un tappetino morbido che possa attutire la caduta.

La capovolta avanti

Chiamata banalmente anche capriola, la capovolta avanti prevede giustamente un rotolamento del corpo in avanti. La tecnica è semplice: si parte da in piedi, si piegano le gambe, si appoggia la nuca e si rotola sulla schiena in atteggiamento curvo. Così facendo ci si ritrova seduti e ci si alza senza l’uso delle mani.

Nonostante possa sembrare banale da eseguire, questo movimento presenta comunque alcune difficoltà ed insidie. Uno degli errori più comuni è l’errato posizionamento della testa sul materassino. Per rendere quanto più fluido possibile il rotolamento è necessario appoggiare la nuca così facendo il corpo si appallottola meglio assumendo la forma di una palla. Trucchi? Guardare sempre l’ombelico.

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