In un paese come la Svizzera dove la fanno da padroni hockey su ghiaccio e sport invernali in generale, c’è una disciplina che con il tempo ha ottenuto lo status di sport nazionale: la lotta svizzera.

La storia della lotta svizzera

La lotta svizzera ha origine nel XIII secolo dapprima come contorno a feste di paese e poi come vero e proprio sport; il segno distintivo è l’essere uno sport amatoriale. Tale status si traduce in una rigida disciplina riguardo sponsor e premi. I vincitori infatti non ricevono denaro bensì prodotti naturali, gli immancabili campanacci oltre che la fama che ha fin da subito caratterizzato la crescita e l’evolversi della lotta svizzera.

Lo svolgimento di un incontro avviene in 5 round della durata di 5 minuti l’uno; il round è deciso quando un lottatore tocca terra. Sono permessi colpi quali prese e spinte il tutto supervisionato da una giuria.

Il lancio della pietra

Direttamente collegato alla lotta svizzera, per origine e profilo culturale, è il lancio della pietra che prevede il getto di un masso di oltre 80 kg. di peso. Il lancio viene effettuato con una rincorsa cercando di raggiungere la massima distanza; il record è di 4,11 metri.

Variante più “umana” del lancio della pietra è il lancio del sasso che, come da tradizione, si svolge nel mese di Agosto ad Ascona sulle sponde del lago Maggiore. In tale caso il masso da lanciare è di circa 22 kg.

Sia il lancio della pietra che il lancio del sasso hanno in comune di prevedere come premi prodotti alimentari, campanacci ed un bicchiere di buona birra.