Biologo nutrizionista con la passione per il nuoto, il Dott. Giovanni Brancato è considerato l’uomo dei record per via dei numerosi traguardi raggiunti in acqua. La sua è una storia che ha dello straordinario. Dopo essere stato campione di pesca subacquea, all’età di 54 anni ha voluto mettersi in gioco cimentandosi in imprese fuori dal comune.

Nel 2008 si è infatti messo alla prova con la traversata a nuoto dalla Corsica ad Alassio. Due anni dopo ha battuto il suo stesso record percorrendo il tratto di mare che separa Biserte da Villasimus. Nell’estate del 2013 invece, Giovanni Brancato ha attraversato il tirreno partendo da Olbia arrivando ai lidi di Ostia. L’ultima sua impresa l’ha compiuta nel 2016 quando all’età di 62 anni è partito da Alassio per arrivare fino alla città di Montecarlo.

Tutte le sue traversate hanno avuto un’ampia visibilità sia a livello nazionale che internazionale. Stampa e reti televisive hanno infatti seguito ogni sua singola gesta. Per di più, nel 2015, ha pubblicato la propria biografia nel libro “Il mare dentro” dove svela alcuni segreti che l’hanno aiutato a raggiungere ottimi risultati sportivi anche in età avanzata.

1.      Quando e come ti sei avvicinato al mare?

Sono un isolano. Il desiderio del mare, di immergermi in esso per trarne energia e forza credo sia sempre stato nel mio sangue. Ricordo ancora quando a sei anni mi tuffai dal trampolino dei bagni “Principe Amedeo” nelle fredde acque dello Stretto di Messina. All’età di nove, invece, durante una vacanza a Stromboli raggiunsi a nuoto l’isolotto di Strombolicchio. A pensarci questi sono stati i miei primi approcci al mare.

2.      Cosa provi in acqua? Emozioni, sensazioni…

Ogni volta che mi immergo è come se potessi scoprire i misteri celati nelle acque. È come se tornassi nel grembo materno. L’acqua mi avvolge completamente e mi dona un senso di pace indescrivibile. Per me l’acqua è vita, amore e gioia.

3.      Raccontaci l’emozione più bella vissuta in acqua

Durante una delle mie traversate, ho nuotato con una famiglia di delfini che mi hanno trasmesso un senso di appartenenza all’elemento acqua che non si può descrivere. In quel momento mi sono sentito veramente in pace con me stesso e con il mondo intero.

4.      Quali sono i momenti più difficili? Raccontaci un episodio in particolare che è stato duro da affrontare

Nel 2010 durante la traversata Africa-Sardegna. Quando mi trovavo nel canale di Sardegna ho avuto un incontro ravvicinato con uno squalo di notevoli dimensioni. Il giorno precedente il cuoco di bordo aveva gettato in acqua i resti di una cernia e sicuramente per questo motivo che l’animale si è avvicinato alla nostra imbarcazione. Sempre durante quell’impresa, io e il mio equipaggio abbiamo affrontato una tempesta di vaste proporzioni con mare forza 7. Svegli tutta la notte, abbiamo abbandonato le cabine e ci siamo riuniti in poppa. Il capitano impartiva gli ordini e noi eseguivamo. Lì ho seriamente temuto per l’incolumità di tutti.

5. Ma le vacanze le fai in montagna? O sempre al mare?

Rigorosamente al mare. Se guardo le mie foto e quelle della mia famiglia si può letteralmente dire che la nostra sia una “una vita in costume”. Qualche volta si va a sciare, ma il mare è tutta un’altra storia.

Al momento il dott. Giovanni Brancato si sta dedicando al lavoro, ma si tiene sempre allenato. Prima però di salutarci ci ha anticipato qualche novità sulla sua prossima impresa:

“Non posso svelarvi ancora nulla, ma molto probabilmente in autunno parteciperò ad una traversata all’estero nei mari caldi dalle acque un po’ torbide e frequentate da squali.”