Il sogno NBA inizia qui. Slogan che rappresenta, non solo a parole ma anche nei fatti, lo scopo della NDL, ovvero la lega di sviluppo professionistica della NBA nata per dare una chance ai giovani giocatori esclusi dai terribili draft NBA di strappare un contratto con i professionisti. Il segreto del successo della NDL, o NBA G League per volere dello sponsor, sta nel fatto che le squadre che la compongono siano affiliate alle franchigie NBA il che rende più efficace, per queste ultime, monitorare i cestisti a cui offrire un contratto.

Il roster di ciascuna squadra è composto da 12 cestisti di cui di norma 2 provenienti dalla NBA mentre gli altri giocano costantemente della NDL. Questo sistema rende la lega di sviluppo un vero e proprio campionato al quale la NBA può attingere immediatamente in caso di necessità e non un semplice torneo dove “parcheggiare” atleti.

Proprio lo stretto legame tra le due leghe sta rendendo la NDL un serbatoio importantissimo per la NBA a scapito di quanto storicamente avviene con la lega universitaria, la mitica NCAA. I numeri parlano addirittura di un 20% di giocatori che hanno effettuato il passaggio NDL-NBA mentre appena l’1,2% NCAA-NBA. In virtù di questo rapporto e della regola secondo la quale i giocatori, terminata l’high school, debbano disputare almeno una stagione altrove, la lega di sviluppo sta aumentando la propria importanza e popolarità.