Nel cuore dell’Italia: la Via degli Dei, trekking incantato sugli Appennini

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Dagli antichi Etruschi fino a noi, passando per i Romani, la Via degli Dei porta viandanti e pellegrini da Bologna a Firenze, nel cuore degli Appennini, tra paesaggi da sogno, borghi antichi e una full immersion nello stato d’animo dei viaggiatori di un tempo.  

La storia

E’ insito nel DNA dell’uomo: da sempre i popoli hanno sentito l’esigenza di sviluppare le proprie attività e – nondimeno – provare ad affermare il proprio dominio su altre popolazioni. 

Infatti, anche la Via degli Dei, che si snoda da Bologna a Firenze, attraversando il cuore dell’Italia Centrale lungo la dorsale appenninica, nacque già ai tempi degli Etruschi. I nostri antenati, sul crinale tra Setta e Savena, per almeno quattro secoli percorsero un’antica strada che univa Fèlsina (l’odierna Bologna) e Fiesole proprio per commerciare ed espandere la propria sfera d’influenza. Seguirono poi i Romani che sentirono la necessità di un collegamento stabile con Arezzo e Roma. Dunque, sul preesistente tracciato etrusco, nel 187 a. C., costruirono, sotto il Console Caio Flaminio, una vera e propria strada transappenninica, denominata Flaminia Militare.

La vera e propria Via degli Dei, ripristinata in epoca piuttosto recente da un gruppo di escursionisti bolognesi, ripercorre questi antichi tracciati e, nel tratto tra il Monte Bastione e Monte di Fo’, ritrova alcuni interessanti reperti dell’antico lastricato romano, ora riportati in superficie e restaurati.

Il suo nome deriva dal fatto che l’itinerario tocca località come Monte Adone, Monzuno (Monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario, il cui nome si riferisce a Lua, la dea romana dell’espiazione.

 Ogni tappa della Via degli Dei è ricca di storia, di natura, di cultura e di enogastronomia, i caposaldi della nostra cultura e della nostra storia.

Il Cammino 

La Via degli Dei ormai è diventata uno dei principali itinerari per appassionati di trekking che la percorrono soprattutto nella bella stagione, immergendosi nella bellezza incontaminata dei luoghi che attraversa.

L’intera traversata da Bologna a Firenze si può compiere mediamente in quattro/sei giorni, a seconda dell’allenamento e dell’abilità dell’escursionista. Non presenta particolari difficoltà, ma è bene comunque munirsi di calzature adatte e dell’attrezzatura necessaria – cartine, acqua, spuntini, kit primo soccorso, cambio abiti e calze, mantella per piogge improvvise – per camminare in tutta tranquillità, evitando tuttavia di sovraccaricare lo zaino per non affaticarsi troppo.

Il Cammino è suddiviso in tappe e naturalmente si può scegliere di percorrerlo anche solo in parte, personalizzando il tragitto a seconda del tempo a disposizione e dei propri interessi. Insomma, un cammino “cucito” come un abito su misura. Se si decide di percorrerlo tutto, sarà una perfetta idea-vacanza per una settimana di sano esercizio, relax mentale, arricchimento culturale. Senza contare la possibilità, ogni sera, di trovarsi in un luogo diverso ad assaporare le delizie dell’enogastronomia locale, rigorosamente a chilometri zero.

Prima Tappa Bologna-Badolo

La Via degli Dei, con la sua segnaletica rossa e bianca, parte da Piazza Maggiore a Bologna, simbolo di questa Italia “minore” ricca di tesori nascosti. 

Dalla stazione FS di Bologna, si imbocca Via Indipendenza e si arriva in Piazza Maggiore, vero punto d’inizio della Via degli Dei. Si prosegue percorrendo il portico più lungo del mondo: quello che porta al Santuario della beata Vergine di San Luca.

Una volta saliti a San Luca e dopo aver chiesto “una grazia” come i veri bolognesi, si deve ridiscendere verso il Comune di Casalecchio di Reno, proseguendo sulla strada asfaltata e prendendo sulla destra la Via de’ Brègoli (CAI 112A) che conduce al Parco Talon attraverso un fresco bosco alberato. Proprio all’inizio del percorso, finita la strada sterrata, ci si imbatte in un bivio: il sentiero di destra è più breve e più ripido, è dunque più sicuro evitarlo in caso di pioggia). Arrivati al parco si prosegue costeggiando la riva destra del fiume Reno, dove si trovano i primi cartelli della Via degli Dei e del sentiero CAI 112. Proseguendo in direzione Sasso Marconi, si raggiunge l’Oasi Naturalistica di San Gherardo, luogo di tutela e di conservazione della flora e della fauna locale. Offre la possibilità di praticare birdwatching, trekking e nordic walking e di approfondire la conoscenza degli aspetti geologici e morfologici del territorio. L’Oasi dispone anche di una “Casa della Natura”: un centro di documentazione e divulgazione scientifica attrezzato con spazi didattici e servizi di accoglienza a scolaresche e gruppi in cui approfondire lo studio delle specie autoctone e degli ambienti naturali delle zone umide. Superata l’Oasi Naturalistica di San Gherardo, si continua fino ad arrivare al bivio Sasso/Pontecchio e si imbocca la direzione verso Sasso. Risalendo per Via Vizzano e arrivando alle “Ganzole” (CAI VD), si raggiunge Sasso Marconi. Partendo dalla Stazione F.S. di Sasso Marconi si risale il sentiero CAI 122 che porta al parco dei Prati di Mugnano. Poi, ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue, seguendo il sentiero CAI 122 VD.    
Si deve proseguire lungo il CAI 122 che svolta secco a sinistra poco prima del quadrivio de la Commenda. Si arriva in via delle Orchidee e si svolta a destra sulla Provinciale di Badolo fino ad arrivare al Giardino Botanico Nova Arbora. Si prosegue lungo la strada asfaltata per 200 metri per poi girare a sinistra lungo Via delle Valli.

La prima tappa è conclusa e se, dopo più di 6 ore di trekking, sia pure intervallate da pause per ammirare le bellezze dei luoghi, la stanchezza rischia di prendere il sopravvento, ci si può sempre ristorare con la ricerca di una tipica locanda, dove magari anche pernottare, per gustare una cena a base delle specialità locali,  sempre frutto di una tradizione tramandata negli decenni. Il meritato riposo e il piacere della sosta predispongono l’animo alla continuazione del cammino, freschi e rilassati, il giorno dopo. Alla prossima settimana, per la tappa successiva! 

Maria Rosa Marta 

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