guido_grugnola_kayak_tuilik_bivacco_acquedolci

ODE ALL’OUTDOOR: voce del verbo vivere in Kayak

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Cosa significa veramente fare kayak? Cosa vuol dire praticare uno sport outdoor?

È domenica, c’è il sole. Pranzetto in riva al mare? Trito e ritrito. Voglia di una nuova esperienza? Sapevi che, con una preparazione minima, quello stesso mare può diventare una vera avventura outdoor? Una storia che vale la pena raccontare, e sarà ascoltata di certo con più interesse, a prescindere da quanto appetitoso poteva essere il tuo piatto di ostriche. Perché outdoor significa Imprevisto. Curiosità. Coraggio. Felicità. Libertà. Sostenibilità. Amicizia. In una parola: Vivere.

È incredibile quante cose possono succedere in un weekend di mare. Inizia a diluviare e scopri che la tua tenda non tiene l’acqua. Conosci l’amore della tua vita. Salvi la vita a una persona, che poi magari diventa il tuo migliore amico. Navigare in kayak nel silenzio più assoluto, a pochi metri dalla costa, offre l’opportunità di esplorare in maniera davvero sostenibile il patrimonio naturalistico, da un punto di vista privilegiato. I cinque sensi diventano inaspettatamente sensibili. Si ride, (apparentemente) senza un reale motivo.

L’esplosione delle gite fuori-porta

L’outdoor è sottovalutato. Ora è il momento di girare pagina e scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Mentre il mondo si è fermato, l’outdoor è esploso. La pandemia ha spinto molte persone verso la natura e ha incentivato tutti noi a riscoprire e apprezzare il tempo libero e casa nostra, l’Italia, che tanti italiani avevano dimenticato.

Prendi una cartina. L’Italia è lì in mezzo, così strana, rispetto agli altri paesi. Così non banale. Così bella quand’è bella. Le Alpi, ogni giorno della loro vita, si tuffano nel Mediterraneo. Che poi outdoor significa proprio questo: FUORI-PORTA. E in Italia basta davvero mettere piede fuori casa per trovare soddisfazione da esperienze semplici. Un aspetto non scontato, soprattutto di questi tempi.

L’Italia è un pontile nel mare, una culla per le montagne: in qualsiasi posto sei, in un attimo sei immerso nella natura in un posto magnifico. Non poterci muovere, rinchiusi dentro le mura, ci ha fatto riscoprire amanti delle attività all’aria aperta. In realtà è un trend già evidente durante gli ultimi anni, ma la curva negli ultimi mesi si è impennata.

La scorsa estate c’è stato un boom, e gli appassionati sono raddoppiati o triplicati. Lo dimostrano anche i dati raccolti da uno studio dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche insieme a Legambiente: nel 2020 il 49,2% di chi si muove ha esplorato luoghi naturali, mentre il 30% delle persone ha indicato lo sport come motivazione della vacanza. Queste nuove tendenze confermano un cambio di mentalità che porta una ventata di positività all’interno di questo mondo. Un’importante opportunità da cogliere.

La cultura dell’outdoor

Per evitare di perdere questa occasione, è fondamentale che le diverse realtà dialoghino tra loro, senza agire ognuna per conto proprio: il lavoro di squadra funziona e porta risultati positivi per tutti. Bisogna essere inclusivi e avere una visione ampia del significato dell’outdoor. Outdoor è cultura, movimento, viaggio, natura, ma è anche passare una giornata con la famiglia nel bosco. Attività non competitive, ma rigenerative.

Navigare in kayak, per esempio, significa vivere il qui e ora, ‘staccare’ dalla vita terrestre, immergersi in un nuovo mondo, fatto di valori e parametri di misura diversi da quelli della nostra routine e imposti dalla società. Scoprire, giocando, che forse alcune regole della nostra civiltà non sono poi così civili. Esistono beni e ricchezze che non sono materiali. Cambiando panorama, il punto di vista degli individui, cambiano le visioni del mondo, e i comportamenti sia sociali sia privati.

Questo è il mare outdoor. Una nuova prospettiva sulla vita. Barche a vela come “roulotte del mare”, “canoe” sit on top noleggiate allo stabilimento balneare per fare un “giretto”: questo NON è mare outdoor. Non è autenticamente vicino alla natura. “Fare un’escursione con una guida ti permette di scoprire cose intorno a te che magari non avresti notato. Puoi anche farlo senza guida, ovviamente. Puoi salire senza guardare il cronometro, ma solo per entrare in una dimensione diversa rispetto al quotidiano. La cultura dell’outdoor ha sempre origine da un rapporto rigenerativo con la natura. Da lì provengono le varie declinazioni”, hanno detto Günther Acherer e Vittorio Forato, rispettivamente presidente e vice presidente di Italian Outdoor Group di Assosport.

Per fare in modo che i neo appassionati restino nel mondo outdoor, vanno guidati passo dopo passo ed educati, in modo da rendere positiva e consapevole la loro esperienza. Il mare e le montagne esistono anche senza l’umanità. Anzi, forse senza di noi stanno pure meglio. È l’umanità che trae beneficio, profondo benessere, dal contatto con la natura e gli animali. L’outdoor è un gioco, né più né meno.

Un gioco furbo però, perché ci fa stare bene, ci permette di imparare molte cose, trovare nuovi amici e di tornare a casa più rilassati (grazie al contatto con la natura e gli animali), felici (nuovi amori, amicizie, storie da raccontare) e consapevoli (mente “svuotata” e “fresca”). Rinunciare a questa straordinaria opportunità è un peccato. E poi, onestamente, con le ragazze (o i ragazzi) pensi di avere più chance descrivendo il tuo piatto di ostriche della domenica o raccontando di quando hai doppiato Capo Teulada e un banco di aguglie dai becchi luccicanti ha incrociato la rotta del tuo kayak?