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Parkour: è esplosione in Italia

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Si sono moltiplicate, nell’ultimo periodo, le segnalazioni di blitz di praticanti di Parkour nel nostro paese. Da Venezia ad Ancona, passando per Roma, le esibizioni di atleti, spesso non autorizzate, stanno facendo discutere. Eppure il Parkour è uno sport con le sue regole, tanto che la Federazione Internazionale di Ginnastica ha tentato, purtroppo senza successo, di inserire questa disciplina tra gli sport olimpici. Fatto sta che le performance che vi raccontiamo si sono sempre concluse con polemiche sulla sicurezza per gli atleti.

Parkour a Venezia

Questa è forse l’esibizione che più ha fatto discutere, ma anche quella che ha affascinato maggiormente gli appassionati. A fine gennaio, infatti, giovani del collettivo francese Wizzy Gang si sono ripresi mentre saltavano da una riva all’altra aggrappandosi ai palazzi per poi postare il video su YouTube. In uno dei passaggi più spettacolari del filmato, probabilmente ripreso con un drone, si vede un ragazzo esibirsi in una capriola da cardiopalma proprio sulla balaustra del Ponte di Rialto. Lo sguardo dei turisti è meravigliato. Il blitz dura poco ma ci lascia immagini di una spettacolarità straordinaria. Il timore per la sicurezza di questi ragazzi c’è, ma anche quello per eventuali danneggiamenti di monumenti importanti.

Parkour ad Ancona

Le immagini dei salti in Piazza Salvo D’Acquisto ad Ancona hanno fatto il giro del web. A compierli è Davide Garzetti, un atleta con oltre dieci anni d’esperienza nel campo dell’acrobatica, del Parkour, del freerunning e del tricking. I salti compiuti da Garzetti, oltre che molto spettacolari, evidenziano quanta preparazione ci voglia per praticare Parkour ad alti livelli e in sicurezza. Sarebbe impossibile, infatti, improvvisarsi in queste splendide evoluzioni.

Parkour a Roma

Altre immagini che hanno fatto il giro virtuale del mondo sono state quelle di un gruppo di ragazzi intenti a praticare Parkour sui tetti degli ex mercati generali del quartiere Ostiense. Si tratta di scatti spettacolari. Non solo per le evoluzioni degli atleti ma anche perché quel quartiere abbandonato a se stesso, per qualche minuto ha ripreso vita ricevendo un’iniezione di adrenalina.

Ancora più spettacolare è stato il blitz dei ragazzi del collettivo Storror che hanno pensato bene di lanciarsi su un’auto della polizia municipale a Tor Bella Monaca, al grido di Don’t disrespect the law (non mancare di rispetto alla legge). Ovviamente una beffa dei componenti di questa crew di traceur (così in gergo vengono chiamati coloro che praticano il parkour).

Francesco Papa