Almeno una volta nella vita è capitato a tutti di giocare in oratorio, al bar o in spiaggia al calcio balilla. Nicola Colacicco, presidente della Lega Italiana Calcio Balilla e membro dell’Esecutivo della International Table Soccer Federation, ci racconta di questo affascinante e diffuso sport. 

Chi ha inventato il calcio balilla e qual è l’origine del nome?

La verità assoluta su chi e quando abbia inventato il calcio balilla non c’è, però le posso dire quanto mi fu riportato dal proprietario dell’azienda costruttrice di tavoli da gioco Roberto Sport il quale mi raccontò di come negli anni ’30-’40, presso il carcere di Alessandria, un detenuto “addetto” alla costruzione di bare assemblò un primo rudimentale tavolo da gioco. Attraverso varie vicissitudini e passaggi, uno di tali tavoli venne tra le mani dell’azienda Garlando anch’essa di Alessandria, allora falegnameria ed oggi uno dei giganti mondiali nella costruzione di tavoli da calcio balilla e non solo, dando quindi inizio alla vera e propria costruzione di tavoli da calcio balilla.

La produzione coinvolgeva varie famiglie della zona di Alessandria le quali si prodigavano nella costruzione di tutti i componenti. Gli omini venivano costruiti in legno, rigorosamente a mano attraverso un coltellino, colorati manualmente così da essere tutti uguali e della stessa forma. Da questo essere “tutti uguali” deriva il nome “Balilla” richiamando in parte la figura dei balilla d’epoca fascista.

Quali sono le specialità?

Le specialità riconosciute dalla federazione internazionale sono tre: l’Official, usato durante la “World Cup”, è un gioco con ganci ed esecuzione di tiro anche con palla ferma, poi c’è il Classic che prevede i ganci con palla sempre in movimento ed infine il Rollerball cioè un gioco con palla sempre in movimento anche veloce senza alcun tipo di gancio e con massimo tre tocchi. Questi ultimi due sono presenti nel mondiale individuale.

Al mondiale di quest’anno è stata poi presentata una specialità spagnola che si gioca su un tavolo concavo con la palla che tende ad andare sempre all’indietro. La particolarità è che gli omini sono a due gambe i quali fanno assumere traiettorie molto particolari alla pallina. Si può quindi dire che la presenza di tutte queste tipologie di gioco dia la possibilità a chiunque voglia giocare a calcio balilla di poterlo fare, cioè di trovare la specialità più consona a se stessi.

Ci sono differenze tra il gioco praticato in Italia rispetto agli altri paesi?

Il nostro gioco è privo di ganci in quanto vietati e, per motivi culturali, ha molta tecnica, poco possesso palla ed è inoltre veloce, istintivo e fisico. Certamente bisogna scindere tra il gioco amatoriale e quello agonistico, ma tendenzialmente il nostro gioco ha le caratteristiche appena descritte. All’estero invece il gancio è sicuramente molto presente nelle sue varie forme e sfaccettature. In virtù di tutte tali e rilevanti differenze presenti a livello mondiale, quest’anno la federazione internazionale ha approvato un regolamento che si chiama Rollerblade.

La cultura italiana del calcio balilla è quindi unica nel suo genere e non vi è dubbio che non esista altro stato al mondo che giochi con le nostre regole. Proprio per esemplificare quanto siano diverse la nostra cultura da quella, per ipotesi, tedesca faccio un esempio: si mettano due bambini, uno italiano ed uno tedesco, ad un tavolo da gioco e si lasci cadere una pallina, si noterà che il bambino italiano tenterà di tirarla mentre quello tedesco di controllarla.

Quanto è importante allenarsi?

Per giocare a calcio balilla è fondamentale allenare sia la tecnica che il fisico. La tecnica, che dipende da specialità a specialità, consiste nel controllo palla, nel tiro e nel possesso. Per quanto riguarda il fisico è importate effettuare allenamenti improntati ad aumentare la resistenza in quanto un torneo, specialmente a livello internazionale, è lungo e molto impegnativo.

In aggiunta c’è poi la componente mentale che sempre di più gioca un ruolo fondamentale. Può capitare per esempio che una pallina rimanga in gioco per due minuti ed in questo caso bisogna quindi avere una concentrazione molto elevata.

Qual è la sua idea per diffondere il calcio balilla tra i giovani?

L’obiettivo è, attraverso il calciobalilla, fare interagire i nostri ragazzi tra loro e farli distogliere da smartphone, tablet ecc… Per fare ciò bisogna tenere il nostro sport non solo all’interno di sale giochi o circoli ma portarlo per esempio in strutture sportive e nelle scuole. A tal proposito, si potrebbe inserire il calcio balilla nelle scuole attraverso un progetto atto all’acquisto di tavoli da gioco. Le dico di più: gli studenti esonerati dall’ora di educazione fisica potrebbero, invece di assistere i compagni fare lezione, giocare a calcio balilla. Mi ricordo che, sempre a proposito di scuola, tempo fa ho organizzato a San Giovanni Rotondo un torneo studentesco 11 contro 11 ed è stata un’esperienza veramente molto positiva che si potrebbe implementare organizzando un campionato studentesco.

Quali sono i paesi più forti?

Sicuramente gli USA, i quali sono avanti anni luce da noi in termini di finanziamenti, la Francia, la Germania, il Lussemburgo, la Repubblica Ceca. Questi sono i paesi principali poi ci sono quegli stati come la Cina per esempio che stanno facendo passi da gigante con investimenti massicci. In un contesto internazionale sempre più competitivo dove si affacciano anche paesi “nuovi”, per esempio il Kuwait o l’Iran, riguardo il movimento italiano posso dire che stiamo arrivando e per dimostrarlo riporto un risultato di grande prestigio dei nostri ragazzi “under 19” i quali recentemente hanno sconfitto niente meno che la Francia.

Ha qualche aneddoto o curiosità da raccontarci?

Le posso dire un evento personale per far capire quanto forte sia in me la passione per il calcio balilla: mi definisco cresciuto a pane e calcio balilla ed infatti già all’età di sette anni organizzai il primo torneo. Io definisco il nostro come “uno sport che ti prende” e che può arrivare anche al punto di dare assuefazione.

Fonte di curiosità per il grande pubblico è sapere cosa succede quando si rompe un omino. In questo caso, a seconda della tecnica costruttiva del tavolo, si cambia l’intera stecca o solo l’omino danneggiato. Per esempio con un’asta telescopica si sostituisce il solo omino; nei tornei internazionali tale tipo di riparazione è rapidissima in quanto vi sono un numero elevatissimo di parti di ricambio.

Quali sono gli obiettivi del movimento italiano ed internazionale?

La federazione internazionale è sotto monitoraggio di SportAccord con il chiaro obiettivo di avere prima o poi il riconoscimento da parte del CIO. In Italia la situazione del calcio balilla è un po’ particolare perché, mentre è già ufficialmente riconosciuto a livello paraolimpico dal CONI, per i normodotati ancora non lo è. Nel sistema italiano ci sono quindi le associazioni, come la nostra di cui sonno presidente, che operano da capofila di programmi sportivi ai quali aderiscono altre associazioni. Speriamo quindi che dal CONI quanto prima ci possa essere il riconoscimento.

Noi con la nostra associazione siamo a disposizione anche perché siamo titolari del mandato datoci dalla federazione internazionale e quindi abbiamo tutte le carte in regola per essere presi in considerazione dal nostro comitato olimpico. Tale eventuale riconoscimento a livello nazionale è importante ma quello che più conta oggi è che noi come associazioni dobbiamo comunque continuare a darci da fare ed a lavorare perché se non lo facciamo non si organizzano i tornei, in parole povere non si giocherebbe più. Per svolgere tutte le nostre attività, soprattutto quella internazionale (allo scorso mondiale in Spagna ci siamo autofinanziati), abbiamo bisogno di risorse finanziarie ed è per questo quindi che ci mettiamo in mostra speranzosi nell’arrivo di un imprenditore che abbia passione e che sponsorizzi il nostro movimento per poter continuare ed implementare le nostre mansioni.