Claudia Dipilato agli Italiani Posa 2018 Copertina

Pole dance: Claudia Dipilato, l’architetto volante

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La riminese Claudia Dipilato è una delle figure più interessanti della pole dance italiana. Innanzitutto perché ha raccolto titoli mondiali e italiani con una continuità impressionante: campionessa italiana di Pole Sport 2018, 2019 e 2020, vicecampionessa del mondo nel 2018 e campionessa del mondo nel 2019 sempre nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla POSA (Pole Sports and Arts World Federation). In pratica, solo la pandemia è riuscita a fermare le sue vittorie. Poi, perché Claudia è un personaggio importante nell’ambiente: è capo giuria internazionale POSA e giudice nazionale Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale).

“Sono risultati e ruoli che mi riempiono di soddisfazione – spiega la Dipilato – ma chi diventa mio allievo, deve soprattutto sapere che può contare su una docente certificata sia come insegnante per adulti e bambini con i metodi PoleXgym e Csen, sia come coach per under e over 18 per la federazione POSA”.

Dall’architettura alla pole dance

Claudia Dipilato agli Italiani di Pole Dance Posa 2019.

Insomma, Claudia è davvero una “pole dancer” a tutto tondo: atleta, tecnico, giudice, insegnante. Parlando delle sue vittorie, dobbiamo dire che sono state tutte ottenute nella categoria Master Over 40. Eh sì, perche la Dipilato è una giovane donna che ha già vissuto almeno due vite. Nella prima, era un architetto. Laureata a Venezia. Mica scherzi. “Dopo la laurea ho svolto la professione per tre anni come libera professionista. – Racconta. – Poi ho lavorato per un’azienda di Cesenatico, occupandomi più di design che di “costruzioni”. Avevo la responsabilità del reparto architettura e, con quel ruolo, mi sono interfacciata con molti architetti esterni, anche piuttosto conosciuti, per costruire gli show room di Roma, Milano, Torino… Ho girato anche il mondo”.

Quando ti sei avvicinata alla pole dance? Un giorno un’amica mi parla di questo sport. Eravamo nel 2011. Non facevo più sport dall’età di nove anni e ne avevo già 34. Comunque decido di buttarmi e nei primi sei sette mesi non ci capisco un accidente. Però, noto che mi sto divertendo. Così inizio a frequentare la palestra due/tre volte la settimana. Naturalmente i primi mesi nessuna di noi staccava i piedi da terra. Dopo abbiamo iniziato ad arrampicarci. A quel punto mi sono resa conto della differenza con le altre ragazze in palestra: i movimenti sul palo mi venivano naturali. Dal corso principianti sono stata spostata subito all’intermedio. E dopo poche settimane sono passata all’avanzato, bruciando le tappe”.

Come sei passata all’agonismo?L’agonismo è venuto per ultimo. Visto che la pole dance mi riusciva bene, ho cercato di imparare sempre più cose e mi sono iscritta a tutti i corsi proposti dalla Federazione Fisac. Così sono diventata prima giudice, poi tecnico e, infine, insegnante, partendo dai corsi base della Fif (federazione italiana fitness) come istruttrice di fitness. La prima gara l’ho disputata a quarant’anni ed era il campionato italiano. Ho subito vinto. Tra l’altro, esordivo anche come allenatrice di quattro atlete una delle quali ha vinto l’argento nella sua categoria”.

Pole Dance e Covid

Claudia Dipilato agli Italiani di Pole Dance Posa 2019.

Oggi Claudia è una donna che si dedica allo sport che ama a 360 gradi, 24 ore al giorno. Una vera professionista. Ha una sua “sala”, la Rimini Pole Studio presso la Palestra Rimini Gymteam e ogni santo giorno si mette il suo bel body per insegnare i “trucchi del mestiere” alle sue allieve giovani e meno giovani.

Hai abbandonato l’architettura e il design per la pole dance. Sei soddisfatta di quello che fai ora?Assolutamente sì, non c’è paragone. Nel vecchio lavoro, tutto business e funzionalità, stavo perdendo la mia indole creativa. Invece, nella pole dance soprattutto quando si prepara una competizione, la parte creativa è tutto: in quattro minuti devi raccontare un tema, scegliere la musica, la coreografia, i movimenti e come metterli in sequenza sia a terra che sui due pali. Devi scegliere il body, i colori la fattura. La pole Dance è pura creatività”.

Il Covid vi ha danneggiato molto?E’ stato un disastro. Dopo il primo lock-down che ha bloccato tutti, col secondo le palestre sono state le attività più penalizzate e la pole dance più di tanti altri sport da palestra perché non riconosciuta dal Coni. Nella mia “sala” avrei avuto la possibilità di allenare, in quanto atlete d’interesse nazionale, solo poche agoniste perché l’insegnamento alle allieve amatoriali è precluso. Chiaro che a queste condizioni una palestra non apre. Per fortuna sembra si stia ripartendo. A Cervia, dall’1 al 6 giugno, si terranno i Csit World Sport Games 2021. Si tratta di una manifestazione internazionale che raccoglie 24 sport di squadra o singoli praticati da atleti amatoriali. C’è anche la pole dance. Nel 2019 si tennero a Tortosa, in Catalogna e vinsi l’argento. Questa volta punto all’oro”.

Qual è la situazione sportiva della Pole Dance in Italia e nel mondo? Cresce o fatica a imporsi?Sta crescendo. Il livello tecnico è sempre più alto e l’interesse sale sia in Italia che in tutto il mondo. Russia e Ucraina dominano, anche se la campionessa del mondo categoria senior elite Posa è americana”.

Cosa ti sentiresti di dire a una persona, uomo o donna, che inizia a praticare?Innanzitutto, inviterei ad abbandonare tutti i preconcetti, soprattutto ai genitori di minorenni che pensano alla pole dance non come a una disciplina sportiva ma ad altro. Poi, per chi prova, direi avere pazienza perché all’inizio è difficile capire come fare le cose al meglio, ma con l’allenamento si possono raggiungere risultati impensabili”.

Di Flavio Semprini

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