Il basket è, per antonomasia, lo sport degli atleti alti. Per un gioco dove l’obiettivo è mettere una palla in un canestro alto poco più di tre metri, sembra quasi un’ovvietà dire che essere alti aiuta. Da atleti possenti di due metri e più fino a veri giganti del parquet, alti più di 2,20 metri, a prima vista il basket sembra una disciplina destinata ad una élite ristretta, dove non c’è spazio per le persone, per così dire, “normali”. Questo, però, è vero solo in parte: l’altezza e la potenza muscolare saranno sempre le due caratteristiche principali, ma la storia del gioco ha dimostrato che ci sono stati atleti di altezza media (o anche sotto la media) che sono riusciti a costruirsi una carriera ad alti livelli, soprattutto in NBA. Questi sono diventati icone e rappresentando una speranza per gli amanti della palla a spicchi dalla statura bassa.

Il caso Murphy

Per guardare a un’altezza media, si può prendere il caso di Calvin Murphy: alto 1,75 metri e pesante 75 kg, sembra il perfetto uomo medio, che con le statistiche NBA centra poco. Eppure, in una carriera di 13 anni (1970-1983) ai Rockets, tra il primo anno a San Diego e i restanti a Houston, ha realizzato quasi 18’000 punti, venendo selezionato anche nel 1979 per l’All Star Game, l’evento che raccoglie i migliori della lega per una partita stellare. Queste statistiche gli sono state riconosciute valide per l’inserimento all’interno della Hall of Fame, tra i giocatori più forti della storia: è tuttora il giocatore più basso ad esservi entrato.

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Anthony Webb e Tyrone Muggsy Bogues

Murphy sembra essere tutto ciò che un uomo di statura normale amante del basket potrebbe raggiungere; ma le persone di statura più bassa di 1,75 metri non devono scoraggiarsi, perché altri atleti ben più bassi hanno calcato il parquet più affascinante del mondo. Un esempio eclatante è Anthony Webb, detto “Spud”. Giocò un’onesta carriera fatta di circa 800 partite e più di 6’000 punti, ma si può definire eclatante per quanto successo nel 1986 all’All Star Game, dove con il suo metro e settanta vinse la gara delle schiacciate, battendo il compagno Dominique Wilkins, alto 2,03 metri e considerato tra i migliori schiacciatori della storia. Se Calvin Murphy rappresenta una carriera stellare, Spud Webb è un rappresentante perfetto per dimostrare come i mezzi fisici per giocare a basket possano appartenere anche ai più bassi.

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I più bassi di 1,70 metri, però, non devono disperare: perché c’è ancora un caso che è doveroso citare, il più eclatante di tutti: quello di Tyrone “Muggsy” Bogues, scelto per 12esimo al draft NBA e protagonista di un’ottima carriera, soprattutto agli Charlotte Hornets, dove tra il 1988 e il 1997 giocò più di 600 partite segnando più di 5’500 punti. Parliamo di caso eclatante perché Bogues era alto 1,60 metri, un’altezza completamente fuori canone per il gioco del basket. Non solo: effettuò anche 39 stoppate in carriera, numero non indifferente. Dunque Bogues può essere considerato l’icona per eccellenza per coloro non dotati di una statura possente ma che aspirano ad una carriera nel basket.

È pur vero che i casi citati guardano alla NBA di 30-40 anni fa: oggi i casi di atleti così bassi sono pochi (ad esempio Isaiah Thomas, alto 1,75 metri) e al contrario il ruolo del playmaker, la posizione più “bassa” del basket, oggi è occupata sempre più da possenti atleti di 2 metri, in grado di fare tutto. Però i casi di Murphy, Webb e Bogues saranno sempre lì per rincuorare gli amanti del basket “bassi”, ricordando che non ci si deve arrendere in partenza a causa della propria altezza.