Grand Départ il 29 agosto da Nizza per l’edizione numero 107 di un Tour de France che, già alla vigilia della partenza, è stato definito storico a causa della situazione contingente creata dalla pandemia. Un percorso di quasi 3.500 km., suddiviso in 21 tappe, che vedrà due arrivi in salita già nella prima settimana, sette frazioni montane in tutto, meno occasioni rispetto al solito per gli sprinter ed una cronoscalata, il penultimo giorno prima della conclusione, che potrebbe stravolgere la classifica generale già acquisita. 

Prima tappa con partenza ed arrivo a Nizza di 156 km. adatta ai velocisti con una salita di terza categoria da ripetere due volte; Nizza protagonista di partenza ed arrivo anche il giorno seguente con i 186 km di una tappa che potrà essere aperta a qualche sorpresa (grazie ai due strappetti nel finale) e che scollinerà il Col de Turini, mitico passaggio del Rally di Monte Carlo.  

Lunedi 31 la carovana lascia Nizza con destinazione Sisteron con una tappa di quasi 200 km. che, dato il percorso praticamente senza pianura, potrebbe dare la possibilità della classica fuga da lontano. Il giorno dopo potrebbe arrivare già qualche risposta in chiave classifica generale con il primo arrivo in salita, in quel di Orcieres ad oltre 1.800 metri di altitudine; 160 km. con partenza da Sisteron caratterizzati dall’ascesa finale di 7 km ad una pendenza media del 6,7 %. Quinta tappa apparentemente facile quella che va da Gap a Privas di 183 km, in cui bisogna però fare attenzione ai possibili ventagli. 

Secondo arrivo in quota con la sesta frazione da Le Teil a Mont Aigual in cui vi è da affrontare il Col de Mourezes e la salita finale al Col de la Lusette (11 km. al 7.3 %); particolare l’arrivo che vede, dopo lo scollinamento dal Col de la Lusette, non la prevista discesa, ma ulteriori 14 chilometri di cui 6 al 4%. 

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Dopo una tappa riservata ai velocisti, la settima di 168 km. da Millau a Lavaur, c’è il primo grande vero impegno per la carovana che affronta ben tre salite in soli 141 km. Nel dettaglio ci sono da scalare Col de Mente, Port de Bales (lunga salita di 11 km. al 7,7%) e Peyresourde (circa 10 km. a quasi l’8%) prima della discesa verso Loudenville. 

La città di Pau (abituale presenza del Tour) è la partenza dei circa 150 km. caratterizzati dalla presenza di due colli, di cui il secondo a 18 km. dal traguardo, prima dell’arrivo a Lauruns. Velocisti chiamati alla riscossa dalla decima tappa da Chateau de l’Oron a Saint Martin de Re di 168 km.; stesso copione dovrebbe presentarsi anche il giorno seguente lungo i circa 170 km. da Chatellailon Plage a Poitiers. 

La dodicesima frazione parte da Chauvigny, si conclude a Sarran Correze e, sulla carta, sembra riservata alle fughe da lontano. Scalatori di nuovo protagonisti il giorno seguente nella Chatel Guyon-Puy Mary Cantal di 191 km. in cui vengono affrontati sette colli e l’arrivo in salita a circa 1.600 metri di altitudine dopo un’ascesa di oltre 5 km. ad una pendenza media del 8,1%. 

Tappa nervosa la quattordicesima (da Clermont Ferrand a Lione di 194 km.) che, nonostante i 5 gran premi della montagna, non dovrebbe dare scossosi alla classifica generale. Cinque stellette merita la Lione-Grand Colombier di 174 chilometri in cui si scalano Selle de Fromentel, Col de la Biche e arrivo in salita al Colombier (ben 17 km. al 7,1% di media). 

Tappa di difficile lettura la sedicesima, la Tour de Pin-Villard de Lans di 164 km., caratterizzata da poca pianura e dall’arrivo in salita. Cinque Gpm di cui la scalata del Saint Nizier du Moucherotte completano il menu odierno. La Grenoble-Meribel di 170 chilometri è il classico tappone alpino da scossone in chiave Maglia Gialla; presenti ben due colli Hors Categorie: Colle della Maddalena di 17 km. all’8,4 % affrontato per primo, e ascesa finale di 21 km. al 7 % a Meribel. 

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Anche i 175 km. del giorno seguente sono duri (partenza da Meribel ed arrivo a La Roche sur Foron); vengono affrontati Cormet de Roselend, Route de Villes, Col de Saises, Col de Aravis, e Plateau Glieres (6 km. all’11 %) a 30 chilometri dal traguardo. 

Tappa di transizione, quella da Bourg a Bresse-Champagnole, lungo 166 km. vallonati. Ultima occasione per stravolgere la classifica generale con la cronoscalata di 36 km. da Lure a La Planche des Belles Filles: prima metà pianeggiante preludio dell’ascesa, non durissima, verso il Col de Chevestraye e poi ultimi sei chilometri verso Planche des Belles Filles con pendenza media dell’8,5 %. 

Ventunesima ed ultima tappa il 20 settembre con il classico arrivo, dopo 122 km. partendo da Mantes la Jolie, riservato ai velocisti sui Campi Elisi che ancora una volta, come da tradizione, vedranno incoronare il vincitore di questa edizione della corsa a tappe più prestigiosa al mondo.