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Scialpinismo nel regno del sole: istruzioni per l’uso

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Una delle ragioni che rende lo scialpinismo primaverile così affascinante e appagante è, senza dubbio, il sole, ormai molto alto nel cielo, che inonda di una luce abbagliante i paesaggi innevati, regalando scenari da favola, temperature in genere  gradevolissime, e un colorito a dir poco invidiabile.

Ma, proprio per queste ragioni, non possiamo non ricordare che l’esposizione ai raggi solari a media e alta quota richiede ben precise precauzioni e attenzioni, in particolare con riferimento ai raggi ultravioletti (UV). Questo per evitare dolorose scottature e vere patologie (indotte o aggravate) quali alcune fotodermatiti, l’orticaria solare, gli epiteliomi multipli cutanei e altre ancora. 

Foto di Mauro Cout guida alpina, tel: 347-1472576

Inoltre, fatto fondamentale per tutti gli sciatori e scialpinisti, la neve riflette quasi totalmente i raggi solari incidenti, per cui trovandosi su terreno innevato si è esposti a una quantità pressoché doppia di raggi ultravioletti. Di seguito, senza alcuna pretesa di esaustività, vogliamo proporre alcuni consigli di prudenza, ispirati alle indicazioni della Commissione centrale medica del Club Alpino Italiano

Fattori di rischio

Salendo di quota, l’intensità dei raggi ultravioletti aumenta indicativamente del 10 per cento ogni mille metri di dislivello. A 3000 metri di quota l’intensità è quindi superiore di ben il 30 per cento rispetto al livello del mare. Il periodo della giornata più a rischio, nel quale limitare se possibile l’esposizione ai raggi solari, va dalle 11 alle 15. I mesi più a rischio sono invece giugno e luglio, quando il sole è “a picco” sopra l’orizzonte. Inoltre, le persone di carnagione chiara, con capelli e occhi chiari, sono più a rischio.

Foto di Mauro Cout guida alpina, tel: 347-1472576

Molti profumi, lozioni, dopobarba e prodotti antiacne, specie se contenenti bergamotto, possono rendere l’organismo più sensibile all’azione dei raggi ultravioletti, come pure alcuni farmaci, in particolare antibiotici e diuretici. Si consiglia quindi di leggere il foglietto illustrativo e di chiedere un parere al proprio medico

Prevenzione

Soprattutto in alta quota, è indispensabile proteggere il corpo con cappelli a visiera, occhiali avvolgenti sui lati e vestiti adeguati: evitare assolutamente i pantaloncini corti e le canottiere.

Per quanto riguarda i prodotti solari protettivi, sicuramente consigliabilissimi, è bene tenere presente alcune considerazioni:

  • preferire creme solari con Fattore Protettivo (FP) superiore a 20 – 30 per i raggi UVB, tenendo conto che in condizioni di utilizzo reali tale fattore protettivo di fatto può anche dimezzarsi;
  • nel caso di bambini, di persone con la pelle chiare o comunque non abituate al sole, consigliamo l’utilizzo di creme solari con “Protezione totale”; o comunque col fattore protettivo più alto disponibile;
  • preferire prodotti che proteggono da tutti i tipi di raggi ultravioletti (UVB e UVA) e anche dai raggi infrarossi (IR);
  • durante un’intensa attività fisica al sole, applicare la crema solare almeno ogni due ore, anche se è dichiarata “resistente all’acqua”. La loro resistenza al sudore è infatti limitata, senza contare contatti accidentali con lo zaino, gli abiti, le mani etc. che potrebbero “rimuovere” lo strato di crema;
  • in linea generale, diffidare dei “prodotti abbronzanti”: una crema non può contemporaneamente, e in modo efficace e sicuro, essere abbronzante e protettiva, ovvero due caratteristiche tra loro antitetiche;
  • infine, un’unica esposizione prolungata è molto più pericolosa per la pelle di una pluralità di esposizioni brevi e frequenti.
Foto di Mauro Cout guida alpina, tel: 347-1472576