Rischio-valanghe

Se vuoi sfidare la montagna, al massimo punta al pareggio!

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Durante questo inverno pandemico, con impianti di risalita chiusi, gli appassionati di sci hanno solo potuto ingrossare le fila di chi ama la montagna totale, in salita e in discesa, con sci o ciaspole.

Ambienti completamente diversi: il primo “protetto” da piste tracciate, gatti delle nevi e assistenza. Il secondo ambiente invece “puro”, dove il rapporto con la montagna ritorna personale e primordiale, nonostante i mezzi tecnici in continua evoluzione.

Stanno anche continuando a cadere abbondanti nevicate seguite, come spesso accade, dal rialzo delle temperature e dal vento, condizioni ideali per la formazione e il distacco di valanghe.

Risultato immagini per valanghe

Tra le norme accessorie riferibili alla pandemia, vi è anche l’obbligo di affidarsi ad una guida alpina.

La montagna è tanto bella, ma non ci vuole niente, in estate e in inverno, a cacciarsi nei guai, mettendo in pericolo se stessi e gli altri.

Un detto che mi è sempre piaciuto perché riassume uno degli aspetti principali della passione per la montagna è il titolo di questo pezzo: essere prudenti, attrezzarsi sempre in modo serio ed essere sempre umili e rispettosi nei confronti della montagna, il che non riduce affatto l’autenticità di quelle sensazioni forti che solo la montagna sa dare.

L’incubo delle valanghe e l’autosoccorso

Partiamo dal punto fermo che in montagna non si deve mai andare da soli, ma in gruppo, con almeno uno che ci capisca davvero e che la cosa peggiore che possa capitare è rimanere sotto una valanga e che i tempi di sopravvivenza sono estremamente limitati, per cui l’autosoccorso è fondamentale e indispensabile. Qui vogliamo solo introdurre l’argomento e, per una informazione completa suggeriamo: Autosoccorso in valanga di SCASA- CNSASA (Scuola Centrale di Sci Alpinismo).

 la cui lettura è assolutamente consigliabile ma è importante anche seguire i corsi che vengono organizzati dalle diverse Associazioni e che hanno per argomento la sicurezza in montagna.

<18 minFase della sopravvivenza: la percentuale di sepolti che decedono dipende dalla ostruzione delle vie respiratorie o dall’assenza di una cavità d’aria per respirare
18 ÷ 35 minFase dell’asfissia: in questo arco di tempo se il sepolto, pur in presenza di pervietà delle vie respiratorie, non ha possibilità di respirare in quanto non sono presenti sacche d’aria attorno alla testa o non ci sono infiltrazioni d’aria a causa della compattezza del deposito che costituisce la valanga, o l’espansione toracica è totalmente costretta ed inibita, egli muore per soffocamento
>35 minFase della latenza: il protrarsi del seppellimento innesca il rapido raffreddamento del soggetto, che pur nell’eventualità di una riserva d’aria va incontro al decesso per ipotermia (bassa temperatura corporea), ipossia (limitato ossigeno nell’aria aspirata) e ipercapnia (concentrazione di anidride carbonica nell’aria respirata

È fondamentale muoversi in fretta e con apparecchi efficienti. La possibilità di sopravvivenza di una persona travolta da valanga segue in genere una curva che decresce molto rapidamente. Questo vuol dire che il primo intervento non può attendere l’arrivo dei soccorritori, deve essere effettuato immediatamente dai compagni di escursioni non travolti.

L’attrezzatura fondamentale per autosoccorso

A.R.T.VA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga)L’Artva è uno strumento che, in base alla modalità di utilizzo, trasmette o riceve un segnale radio che permette di identificare una persona sepolta sotto la neve. Durante la gita sulla neve l’Artva – che deve essere sempre mantenuto acceso – trasmette un segnale e quindi una posizione tramite delle onde magnetiche. A chi trasmette? A tutti gli Artva che temporaneamente passano in modalità ricerca.  
Sonda da valangaper “sentire” il corpo sepolto, in Alluminio, componibile a frusta e generalmente lunga 240 cm, considerata profondità media di sepoltura.  
Pala da valangaRobusta ma leggera con una benna che permette anche un uso prolungato ad affaticamento medio. La dimensione della benna, che incide direttamente sulla quantità di neve asportata, deve essere proporzionata alla prestanza fisica del soccorritore, in modo da consentire il giusto compromesso tra rapidità di scavo e insorgenza dell’affaticamento
Fonte: ortovox.com

Ma la prevenzione…

L’obbligo di avere una Guida Alpina aumenta di molto la tranquillità perché sono professionisti molto preparati e che, per ottenere questo patentino, dopo una preparazione di anni, si sottopongono ad esami molto severi e approfonditi.

La Guida valuta bene l’itinerario assieme al gruppo di clienti (mai più di 5-6 per ogni Guida) e consulta i bollettini dei centri nivometeorologici, valutando anche le condizioni generali della specifica zona.

Nonostante la prudenza l’incidente può sempre capitare e allora vengono in aiuto gli strumenti di autosoccorso che, se utilizzati tempestivamente e correttamente, possono salvare la vita di chi è stato travolto. Si tratta di un sistema di auto-soccorso, quindi utilizzabile da chi, non travolto, può ricercare ed estrarre dalla massa nevosa i compagni più sfortunati.

La mancanza di uno o più dei tre strumenti rende vano, più difficile e lento l’autosoccorso, aumentando le probabilità di insuccesso e, spesso, di morte.

Breve storia di un salvataggio

Il video di seguito riporta un episodio del novembre 2017 sul versante francese del Monte Bianco, molto istruttivo per capire il disorientamento e la drammaticità di una valanga che travolge un gruppo di sciatori, questa volta fortunatamente finita bene:

Queste immagini possono dare un’idea del significato del titolo di questo pezzo, riflettendo anche sul fatto che le condizioni meteo erano eccellenti, la neve appena scesa e che gli sciatori tutt’altro che sprovveduti.

Questa invece è l’ultima valanga staccatasi a Estoul (val d’Ayas – VdA) domenica 31 gennaio

Ci piacerebbe ricevere vostri commenti e che, magari raccontaste a tutti i lettori di theSportSpirit di vostre esperienze in una situazione di pericolo dalla quale siete usciti anche grazie alla vostra perizia