Il dottor Giovanni Brancato ha completato in anticipo la traversata di ben 670km siglando un nuovo record mondiale: “Un ricordo che conserverò per sempre”

Seicentosettanta chilometri dividono la città di Civitavecchia della ridente città del Muretto e il dottor Giovanni Brancato è riuscito a percorrerli in dieci giorni. L’impresa ha dell’incredibile perché il noto recordman savonese è riuscito a sfidare correnti marine avverse completandola con qualche giorno in anticipo. A dargli supporto in questa gesta sono stati i turisti della Baia del Sole.

L’impresa di Brancato nel dettaglio

La traversata a nuoto in mare aperto è iniziata lo scorso 15 luglio dal lido di Civitavecchia e si è conclusa mercoledì 24 luglio, poco prima delle 17, sulle ridenti coste di Alassio. Dopo aver attraversato il mare antistante Ansedonia, Talamone, Castiglione della Pescaia, Piombino, Marina di Cecina, Livorno, Marina di Pietra Santa, Lerici, Rio Maggiore, Rapallo, Sestri Levante, Varazze e Loano, il medico nutrizionista ha dovuto affrontare l’ultima tappa in condizioni completamente avverse.

Dopo giorni di vento favorevole, ieri le correnti non hanno voluto collaborare con l’atleta rallentando ogni sua bracciata. Man mano che Brancato si avvicinava al traguardo, la sfida si faceva sempre più ardua e la stanchezza iniziava a farsi sentire. Il punto più critico è stato in prossimità del Porto di Alassio, una volta superato quello i cori e le urla dei suoi tifosi l’hanno aiutato a siglare un nuovo record nel nuoto in mare aperto.

“È stata un’esperienza unica ed incredibile – racconta Giovanni Brancato all’arrivo dei bagni Molo – le grida e gli incitamenti, che non pesavo avrei sentito dal mare, hanno azzerato la fatica generando così nuove energie. Man mano che mi avvicinavo al traguardo, percepivo l’emozione dei presenti. È stato veramente galvanizzante nuotare gli ultimi chilometri, avendo accanto turisti sui pedalò, nuotatori provetti e improvvisati che mi hanno affiancato e accompagnato all’arrivo. Il ricordo che conserverò per sempre è stata l’accoglienza ricevuta: decide di bambini che sventolavano la bandiera italiana e gridavano contenti accompagnati dalle note di “We are the champions” dei Queen.”