Nel calcio europeo è in atto da alcuni mesi un braccio di ferro senza precedenti tra i grandi club, unitisi nell’ECA, e la European Leagues che rappresenta le leghe organizzatrici dei campionati europei. Il motivo? La riforma allo studio delle competizioni europee dal 2024.

In particolare è allo studio di UEFA ed ECA un rilevante cambiamento della Champions League: dal format fino ai criteri di qualificazione. Proprio riguardo a questi ultimi il dibattito è molto acceso in quanto le leghe sostengono che l’unico criterio per la qualificazione ad una competizione sia il merito sportivo mentre, a detta loro, la proposta allo studio prevede un numero fisso di top team qualificati di diritto alle coppe.

Le leghe europee, con in testa la Liga spagnola, hanno timore che con tale riforma le competizioni europee andranno sempre più ad erodere spazio e risorse ai campionati nazionali i quali avrebbero la funzione di mera “qualificazione” alla Champions League ed alle altre coppe, il tutto a svantaggio dei club medio-piccoli. Di parere opposto è ovviamente l’ECA la quale sostiene che la riforma allo studio avrà effetti positivi su tutto il calcio europeo.

Lo scontro è aspro e lungi dal concludersi anche perché riguarda più in generale tutto il sistema di governance del calcio europeo.