Per comprendere l’importanza che ha negli States il circuito di Daytona sarebbe sufficiente leggere quanto vi è scritto a caratteri cubitali sulla tribuna principale: “Il centro mondiale delle corse”. Tale frase da sola sarebbe evocativa di quanto e cosa rappresenti questa pista negli USA, ma ci sono anche altri elementi che l’hanno fatta diventare quella che è oggi.

Aperto nel 1957 per ospitare gare dell’allora poco più che neonato campionato NASCAR, il circuito di Daytona ospita fino a 170.000 spettatori, è dotato di illuminazione artificiale e si caratterizza per la presenza, oltre che del canonico ovale di 4 km., anche di un circuito interno lungo 5,7 km. e di un lago esterno che ospita competizioni di powerboat.

Proprio la poliedricità fa si che Daytona ospiti praticamente ogni tipo di corse: oltre alla sopra citata NASCAR, vi sono gare di prototipi, di vetture turismo e superturismo oltre alle moto che qui hanno fatto tappa con il motomondiale nel 1964 e ’65.

La gara più famosa che vi si corre è la “24 ore” dove partecipano, tra gli altri, i potentissimi prototipi caratterizzati dalla particolarità della denominazione ufficiale. Essi, prendendo il nome della pista, si chiamano infatti “Daytona Prototype” e questo spiega molto bene cosa significhi tale mitico circuito ed il marchio ad esso collegato, si pensi al famosissimo orologio, per l’automobilismo e non solo.