Le spiagge stanno diventando sempre più delle palestre naturali dove praticare svariati sport che con il passare del tempo stanno assumendo le vesti di vere e proprie discipline sportive. Oltre ai già noti beach volley, nuoto di fondo, tennis da spiaggia, sci nautico e basket 3×3 ve ne sono altri meno conosciuti quali: aquathlon, bouldering, kitesurfing e wakeboard.

L’aquathlon è una sorta di triathlon a cui manca però la parte in bicicletta. Gli atleti si cimentano infatti in due frazioni di corsa su strada da 2,5 km. l’una ed una di nuoto di 1 km.

Il bouldering è un’arrampicata su massi naturali o artificiali che può essere disputato sia indoor che outdoor. In sostanza l’arrampicatore, a mani nude, deve risolvere delle sequenze di elevata difficoltà scalando massi fino ad un’altezza di circa 7-8 metri. Il tutto è supervisionato da un assistente chiamato “spotter” il quale ha il compito di attenuare l’eventuale caduta dell’atleta al di fuori di una determinata area protetta da appositi materassini.

Nel kitesurfing il surfer cavalca l’acqua e compie evoluzioni in aria con una tavola collegata ad un aquilone, che funge da propulsore, il quale viene manovrato attraverso una barra collegata ad esso da cavi.

Il wakeboard, ibrido tra lo sci nautico e lo skateboard, dal primo prende il fatto di farsi trainare sull’acqua da una barca appositamente attrezzata mentre dal secondo l’utilizzo di una tavola. L’atleta si esibirà in curve, salti ed evoluzioni per ottenere il maggior punteggio possibile.

L’obiettivo di tali sport, come già successo con nuoto di fondo e basket 3×3, è di divenire discipline olimpiche; un primo ma importante passo si avrà ad Ottobre 2019 in Qatar quando questi sport faranno parte dei “Beach Games”, evento sotto egida dell’Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali.