Sembra una trovata degli sceneggiatori di “Non ci resta che piangere”, eppure Leonardo da Vinci ha ideato, tra le altre cose, il pallone da calcio per come lo conosciamo oggi. In effetti molti ricorderanno che in quel film Amanda Sandrelli giocava con una palla che dunque era già stata inventata.

L’invenzione di Leonardo da Vinci

Al tempo di Leonardo, infatti, a Firenze era in voga già da qualche secolo il calcio fiorentino, l’antenato del nostro football. Però si utilizzava una sfera composta da quattro pezze di cuoio cucite fra loro, niente a che vedere con il pallone odierno che apparentemente è una sfera, ma in realtà è un complicato solido composto da venti esagoni e dodici pentagoni. Ed è proprio questo solido ad essere stato ideato da Leonardo da Vinci.

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Un po’ di storia…

Nel suo soggiorno a Milano, alla corte sforzesca, il genio toscano incontrò un frate francescano, Luca Pacioli, un matematico impegnato in quegli anni a scrivere un trattato intitolato “De Divina Proportione”. Il frate, a quanto pare, era bravissimo nei calcoli ma non altrettanto nel disegno, così chiese a Leonardo, allora già famosissimo, di illustrare il suo libretto.

Nella serie di sessanta solidi perfetti disegnati dall’autore dell’Ultima cena, ce n’è uno che somiglia in maniera impressionante al nostro pallone da calcio. Lo chiamò Ycocedron abscisus vacuus ed è formato proprio da venti esagoni e dodici pentagoni uniti tra loro a formare una sfera. Non sappiamo però se, quando lo ha disegnato per Pacioli, ha pensato all’Ycocedron come ad una di quelle “balle per giocare” che si realizzeranno “usando pelli di animale” come scrisse qualche anno prima in uno dei suoi manoscritti.

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Anzi, sicuramente Leonardo non lo ha mai costruito né gli ha mai dato un calcio, ma è stato il primo a disegnare quello che sarebbe diventato croce e delizia di molti tifosi. Ed a proposito di tifosi, in un altro manoscritto ha profetizzato anche l’avvento degli ultras: “il gioco delle balle spingerà gli uomini a rompere il loro silenzio con grandi gridori furibondi e con bestemmie”.