Nel mondo attuale in cui per “Via della Seta” si intende un intreccio politico-economico, nel motorsport invece rappresenta un rally raid che nel volgere di dieci anni ha già raggiunto un buon successo.

Il “Silk Way Rally”, questo è il nome ufficiale della manifestazione, è un rally raid maratona che partendo dalla città siberiana di Irkutsk attraversa la Mongolia per poi concludersi in Cina nella località di Dunhuang. I piloti, lungo i circa 5.000 km di percorso, a bordo di auto, camion e moto percorrono parte di quella che era l’antica Via della Seta facendo tappa in alcune località mitiche a noi europei e non solo quali per esempio: il Lago Baikal, le steppe della Mongolia o il deserto dei Gobi. Nei dieci giorni di competizione i partecipanti attraversano ben cinque zone climatiche differenti: la Siberia, la taiga russa, la steppa mongola, il deserto e le sconfinate pianure cinesi.

Proprio le grandi differenze ambientali e climatiche di cui sopra, a cui si aggiunge un’inevitabile varietà di culture, fanno si che tale rally sfrutti al meglio il desiderio di avventura e di oltrepassare certi confini, non solo geografici, insiti nell’uomo. L’effetto di tutto ciò è che il Silk Way Rally rappresenti il no plus ultra dell’avventura sportiva in generale, non solo quindi del motorsport.