Conclusasi da poco l’impresa sulla Via Postumia, l’atleta paralimpico ripercorre questa incredibile esperienza insieme a noi

Dopo aver percorso l’Inca Trail in Perù nel 2016 per raggiungere il Machu Picchu, la Via di Francesco nel 2018 e i 1000km della Via Francigena del Nord nel 2019, quest’anno Andrea Devicenzi è stato protagonista di un’altra incredibile impresa. Amputato alla gamba sinistra, ha affrontato l’intero tracciato della via Postumia con le sue insostituibili stampelle made in Italy “Katana” che rivoluzioneranno non solo il mercato, ma anche il concetto di stampella. 

“Ho voluto dedicare il mio terzo cammino in Italia alle zone maggiormente colpite da questo Coronavirus. Qui ho conosciuto tantissime realtà che non solo hanno dimostrato resilienza, ma hanno investito e assunto. Poi ovviamente è subentrata anche la vena sportiva ed imprenditoriale con il collaudo delle mie stampelle” ha dichiarato Andrea Devicenzi.

Tra emozioni e difficoltà

Quello della via Postumia è un percorso che l’atleta paralimpico ha suddiviso in 48 tappe. Tra le numerose sfide, il suo peggior antagonista è stato il caldo. Le alte temperature dei primi 20 giorni l’hanno infatti messo a dura prova, ma nonostante ciò Andrea ha tenuto duro ed è riuscito a completare l’impresa senza particolari difficoltà. Questo è anche grazie alla dura preparazione fisica e psicologica a cui si è sottoposto i mesi prima.

“La mia preparazione ha visto una parte in bici e una parte a piedi. Mi sono posto l’obiettivo di perdere 6 chili e ci sono riuscito. Infine, mi sono dovuto preparare dal punto di vista mentale lavorando sugli obiettivi. Non potendomi allontanare dal rione, per due mesi ho cercato di tamponare con passeggiate ed allenamento sui rulli.” ha dichiarato Devicenzi.

Le emozioni ovviamente non sono tardate ad arrivare e l’imprenditore ricorda tra tutte le tappe due in particolare. La prima senza ombra di dubbio quella tra Sabbioneta e Martignana di Po, dove vive. La fantastica accoglienza e la famiglia gli han dato lo sprint giusto per continuare la sua impresa. La seconda invece è stata quella conclusiva a Genova. Sentiva il traguardo vicino, ma come sempre non bisogna mai dare nulla per scontato. 

I prossimi obiettivi

Una volta concluso il percorso sulla via Postumia, Devicenzi non si ferma ed ha già in mente nuove sfide per l’anno prossimo. Tra i suoi obiettivi sportivi, vuole mettersi alla prova con le 5 salite più difficili in Italia. “Sono passati esattamente 30 anni dall’incidente e sento di aver superato completamente la mia disabilità. Il percorso è iniziato quando sono ritornato in canoa. L’aver compiuto quel gesto mi ha fatto capire che non era tutto perso. C’era ancora una possibilità di tornare ad una vita normale. Pian pianino mi sono prefissato i miei obiettivi, ho cercato di avere ambizioni sempre più alte. Questo mi tiene stimolato, ma consapevole di poter fallire. Ci sono delle rinunce, ma allo stesso tempo posso vivere una vita straordinaria.”