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Tra sogno e realtà: il fascino delle barche volanti

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A pochi giorni dall’inizio della 36° Coppa America andiamo a curiosare tra barche, vele, equipaggi e naturalmente, quello che più solleva domande: gli hydrofoil.


Finita la 35° edizione, nel 2017, i vincitori Neozelandesi oltre a portarsi a casa la brocca…ops la Coppa America, hanno avuto la possibilità, come ogni vincitore di questo trofeo, di cambiare regolamenti e scegliere la nuova imbarcazione. Fu così che, d’accordo con il primo nuovo, sfidante (il COR) Luna Rossa, scelsero di abbandonare i catamarani, per tornare a barche più classiche. Ma come rinunciare a volare? Ormai la vela e molti altri sport nautici, vanno nella direzione degli hydrofoil e quindi: barche classiche siano, ma volanti.

Sono nate così queste barche, chiamate AC75, (75 piedi di lunghezza) eleganti, velocissime ma con una caratteristica che a prima vista sembra inconcepibile: una tecnologia che, negli anni, potrà essere usata anche da imbarcazioni comuni e non una via destinata solo a pochi costosissimi prototipi ultratecnologici.

Vediamo quindi sparire le vele alari, da issare con la gru la mattina e, al posto, rande e fiocchi ammainabili. Per non rinunciare ad avere un profilo alare si sono usate due vele gemelle affiancate che han quasi la stessa efficacia di una rigida, ma che potremo vedere usare anche in normali yacht da competizione.

Veniamo ai famosi Hydrofoil, ovvero vere e proprie ali che volano sott’acqua e sono in grado di sollevare la barca oltre le creste delle onde. In questo modo, si eliminano molti attriti e la navigazione avviene in modo più fluido, eliminando scossoni e rollio ad una velocità elevatissima, fino a quattro volte quella del vento.

Anche in questo caso, è stata scelta una soluzione mai tentata prima ma che, per ingombri e funzionamento, potrà essere impiegata anche in piccole vele alla portata di molti sia per comfort che per spostamenti veloci.
Per guidare queste barche servirà un equipaggio di super uomini? Beh in gara si… per andare a spasso, sicuramente non servirà avere l’equipaggio di Luna Rossa. In competizione sempre di più serviranno ragazzi provenienti da un percorso di classi hydrofoil e con background tecnico; le migliori scuole nautiche stanno già formando la nuova generazione di velisti con barche foil divertentissime come i moth.

Le figure sono: timoniere, trimmer (l’addetto alla regolazione) della randa, trimmer del fiocco e trimmer dei foil, che regola l’altezza della barca sull’acqua. Dopodiché ci sono i grinder, ovvero chi pompa, mettendo in pressione l’olio nei serbatoi per azionare le varie componenti idrauliche. Si,
perchè a bordo è stato sostituito tutto quello che era cime, scotte con pistoni ed elettronica (meccatronica).

Anche in questo caso, la tecnologia sta già travasandosi in barche da diporto, che si possono gestire con equipaggio ridotto e senza molto sforzo, lasciando più spazio per godersi una navigazione tranquilla e confortevole.
Come abbiamo visto, la rivoluzione degli ultimi anni è quella di fare diventare sempre più accessibile l’utilizzo degli hydrofoil che, addirittura, diventano alla portata di tutti nel caso delle tavole da surf-foil da usare nelle onde, con i kitesurf e il nuovissimo Wing-surf che sta diventando la moda del momento per quanto riguarda gli sport nautici a vela.

Rimani insieme a noi, il prossimo pezzo in uscita parlerà dei foil e di quanto sia bello volare sull’acqua. Ovviamente vedremo insieme come imparare.