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Trekking in Val dei Ratti: uno scrigno quasi sconosciuto di immensa bellezza

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Vi sembra impossibile che esistano angoli fiabeschi che l’uomo ancora non può raggiungere se non a piedi? Eppure, esiste: è la Valle dei Ratti, dove gli unici rumori sono quelli del torrente, del canto degli uccelli e delle fronde al vento.

La Valle dei Ratti (o Val dei Ratti) è una valle collocata in provincia di Sondrio, il cui territorio appartiene ai comuni di Verceia e di Novate Mezzola.  Si apre a oriente del lago di Mezzola, con una soglia sospesa che s’alza quasi 700 metri sopra il fondovalle. È la prima valle laterale della Valchiavenna ed è attraversata, nella sua lunghezza dal torrente Ratti, che la percorre con un corso di oltre 10 km. Il centro principale della valle è il paese di Frasnedo, posto a 1287 metri di altitudine.

Come la vicina Val Codera di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, è una delle valli che si possono raggiungere solo a piedi, non essendo dotata di alcuna strada carrozzabile, ed è quindi riservata agli appassionati che desiderano godere della sua grande bellezza a prezzo di un impegno fisico, ripagato però dalla soddisfazione di essere tra i pochi ad avere raggiunto una meta così emozionante. Proprio questa sua relativa inaccessibilità l’ha risparmiata dal grande afflusso di turisti, lasciando intatta la sua natura ed il suo territorio, custodito con orgoglio dai suoi abitanti, consapevoli di essere eredi di un patrimonio naturalistico, storico e anche economico, per via dei suoi ricchi alpeggi appartenuti in tempi andati alla ricca famiglia comasca dei Ratti, che diedero il nome alla valle. 

Trekking ad anello

L’itinerario che proponiamo è un trekking ad anello che parte dal nucleo di Verceia e vi ritorna, dopo aver toccato Moledana, Frasnedo, Casten, Piazzo e Vico. E’ un percorso abbastanza lungo, che darà modo agli escursionisti di avere una panoramica di tutta la valle, riempiendosi gli occhi di scorci straordinari e toccando i luoghi salienti di questa terra adagiata nel silenzio, circondata dalla corona di Alpi Retiche che la racchiudono come uno scrigno. Arrivati in auto fino a Verceia, si sale fino al parcheggio di Via Molino e accingiamoci alla nostra impresa. S prende a destra lungo una piccola strada asfaltata e, prima di raggiungere il torrente Ratti, sulla destra si imbocca una mulattiera che chiede subito un bello slancio, perché sale per tornanti che percorreremo seguendo i segnavia rosso-bianco-rosso. Sempre salendo, si raggiunge un bivio dove si andrà a sinistra, arrivando alla Cappelletta di San Fedele. Siamo a quota mt. 444, ma qui la strada comincia a farsi davvero impervia: il sentiero si dipana sul ciglio di un versante piuttosto ripido, attrezzato in alcuni tratti da un corrimano di sicurezza, e, protetto da una galleria, prosegue a monte del letto del torrente. Continuando, si incontra un tratto dotato di parapetto che ci permette di inoltrarci in Val Priasca, un luogo di aspra bellezza.

La salita continua

Si continua a salire, la mulattiera prosegue in un tratto scavato proprio nella roccia, punto in cui fare attenzione poiché il fondo umido e scivoloso non vanno sottovalutati. Il nostro riferimento saranno i segnavia che ci accompagnano lungo la mulattiera che ci porta in quota in un percorso accidentato. Seguiamo anche la traccia della teleferica, finché ci si ritroverà al punto di arrivo della stessa e continueremo a salire, sul versante meridionale della valle. Ancora un tratto con parapetto per arrivare alla Val Codogno e, sempre in salita, si incontrerà un quadrivio, all’altezza del quale si prosegue dritti, attraversando le caratteristiche baite in pietra di Moledana, un bell’esempio di architettura rurale. Si prosegue fino a superare il torrente Ratti su un ponte e poi risalendo sul versante opposto fino ai prati di Corveggia. Da qui si dipartono i sentieri che portano in quota al rifugio Volta o al bivacco Primalpia, ma, tenendo la sinistra, scenderemo verso il “centro” della Valle, il centro di Frasnedo, dove potremo fare una piccola sosta per visitare la piccola, suggestiva chiesa della Madonna della Neve e proseguiremo lungo una comoda mulattiera che, scendendo in diagonale attraverso i prati, ci farà passare per la Cappelletta della Valle d’Inferno e poi raggiungere il nucleo di Casten – è evidente il riferimento ai castagneti della zona. La discesa continua, attraverso il Tracciolino e i prati di San Sciucc.

In vista dell’arrivo

Siamo ormai quasi in dirittura d’arrivo e, dopo la slargo dove termina la carrozzabile di Verceia, seguiremo la via più diretta, seguendo appunto la carrozzabile fino alla frazione alta di Vico e, finalmente, a Verceia. Dopo le emozioni della salita, quat’ultimo tratto può risultare monotono, ma saremo ripagati dagli splendidi scorci sul lago di Mezzola, sul Pian di Spagna, sulla bassa Valchiavenna e sul Monte Berlinghera. Mentre il fisico comincia a risentire della fatica compiuta, lo spirito si riempie di pace, di bellezza a perdita d’occhio e quasi vorremmo che la giornata non finisse mai.

Arrivati a Verceia, si attraversa la parte alta del paese, fino al ponte sul torrente Ratti e agevolmente si raggiunge il parcheggio, chiudendo così uno spettacolare anello di trekking che avrà certamente regalato la soddisfazione del cimento tecnico e la gioia per aver passeggiato in un luogo che pochi conoscono.

Ringraziamo per il materiale iconografico e informativo Massimo Dei Cas.

Maria Rosa Marta