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Trekking mozzafiato: i sentieri più adrenalinici del mondo

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Pareti verticali, passerelle precarie distese sulle rive di fiumi tropicali, sentieri improbabili fatti talvolta solo di poche assi sospese sul vuoto: esistono al mondo itinerari di trekking vocati a chi proprio non resiste al brivido dell’impossibile, o quasi.

Anche il trekking può trasformarsi in uno sport davvero estremo, dipende molto dalla meta scelta. Esistono in tutto il mondo molti itinerari che possono far salire a mille l’adrenalina dei partecipanti; oggi ne proponiamo cinque tra i più famosi, per chi vuole vivere un’esperienza assolutamente irripetibile, dedicati agli escursionisti più spericolati. 

Una tazza di tè sull’orlo del baratro: Il Monte Hua Shan in Cina.

Bisogna essere autentici appassionati della “cerimonia del tè” di tradizione taoista, se ci si mette in cammino per raggiungere la Tea House sulla cima sud del Monte Hua Shan, nella provincia dello Xian, dove, si dice, il tè sia il più eccelso che si possa trovare.

Considerato il più rischioso al mondo, il percorso per raggiungere quello che fu anche un tempio tao si presenta con una lunga e impervia scalinata scavata nella roccia, la Scalinata del Paradiso, che si snoda, sempre più difficile, fino alla base dell’ascesa alla vetta Sud. Da qui, una serie di tavole di legno usurate dal tempo e dalla pioggia, aggrappate alla roccia, costituiscono il sentiero, interrotto di tanto in tanto, in tratti dove si può contare solo sul supporto di una catena e di qualche chiodo conficcato nella roccia. 

E’ adatto solo a chi non ha paura di osare, naturalmente da affrontare con l’attrezzatura adeguata. E, ovviamente, solo se si desidera assaporare un tè assolutamente unico.

Il sentiero Kokoda, in Papua Nuova Guinea

In uno scenario degno di Indiana Jones, il sentiero Kokoda non è cambiato dal 1942, quando in Papua Nuova Guinea si combatté una delle battaglie decisive della Seconda Guerra Mondiale, sul fronte del Pacifico. Si cammina nel folto della giungla, guadando fiumi e torrenti su striminzite passerelle realizzate con tronchi, costantemente immersi nel fango fino alle caviglie: ripercorrere le orme dei soldati australiani che, insieme ai Kahori, respinsero l’offensiva giapponese non è impresa di poco conto. Lungo i 96 km che da Gona portano a Port Moresby, attraversando il villaggio di Kokoda, si cammina lungo creste da brivido, immersi in una vegetazione così fitta che per lunghi tratti persino la luce del giorno ne viene oscurata. Forti escursioni termiche, inattese piogge, e il pericolo di contrarre la malaria – chi volesse intraprendere questa avventura si premunisca con una profilassi adeguata – sono davvero sfidanti anche per gli spiriti più avventurosi ed i fisici più allenati.

Trekking sul sentiero Kalalau, alle Hawaii

La sensazione è quella di trovarsi in un paradiso: kilometri di spiagge vergini, foreste fitte e misteriose, affascinanti pendii vulcanici, ripidi e scoscesi. Ma tutto può cambiare nel giro di pochissimo tempo se gli escursionisti vengono colti da una delle frequenti e repentine piogge, in grado di trasformare innocui fiumiciattoli in torrenti impetuosi ed inarrestabili che rendono i guadi assai pericolosi. A questo, si aggiunge il pericolo di caduta massi, soprattutto in prossimità delle cascate e quello di un sentiero strettissimo, incastonato nella roccia a precipizio sul mare, come nel tratto noto come Crawler’s Edge.

El Caminito del Rey,  in Spagna

Nato come via per permettere di lavorare agli operai della Società Elettrica del Chorro, e inaugurato nel 1921 dall’allora Re Alfonso XIII (da qui, il nome), nella provincia di Malaga, si snoda un sentiero di quasi 8 chilometri in grado di togliere il respiro ai più ardimentosi: è il Caminito del Rey. Fino a qualche anno fa era considerato uno dei sentieri più pericolosi al mondo, ma una recente opera di restauro l’ha reso di nuovo agibile, portandolo a ricevere il Premio Europa Nostra per incentivare la tutela del patrimonio.  Il sentiero attraversa la gola dei Gaitanes, un canyon naturale scavato dal fiume Guadalhorce che raggiunge i 700 metri di profondità. È formato da 2,9 km di passerelle e da 4,8 km di sentiero immerso nella natura. I due tratti del percorso sono uniti da un suggestivo ponte sospeso sul torrente. Decisamente sconsigliato a chi soffra di vertigini, è però perfetto per chi cerca, anche nel trekking di una scarica di adrenalina pura: camminare su passerelle costruite sul bordo di una parete rocciosa a 100 metri di altezza è indimenticabile.

La Via de Liaucous, trekking alla francese

Nella Francia del Sud, in Occitania, si può fare trekking lungo le gole incavate dal fiume Tarn, che nasce dal Monte Lozère, scende le Cévennes con un flusso torrenziale, che ha scavato un profondo canyon nella piana dei Grands Causses. Scogliere alte 500 m, brecce, cornici e rocce: le gole del Tarn offrono il loro spettacolo più bello tra Quézac(Lozère) e Le Rozier (Aveyron), per circa 50 km. Uno spettacolare palcoscenico, nel cuore di una natura autentica e selvaggia.

Una buona parte del percorso è attrezzato, facendone più una via ferrata che un trekking in senso stretto, ma alcuni passaggi particolarmente esposti possono essere aggirati seguendo un normale sentiero. Ponti di corda, tirolesi, tratti in cui si cammina accarezzando la roccia verticale: c’è tutto il necessario per fare un’esperienza di quelle da ricordare, raccontare ed annoverarle nel proprio personale palmarés delle “sfide impossibili”. 

Dopo tanti brividi, non resta che riposare in uno degli splendidi borghi della regione e ristorarsi con un’esperienza enogastronomica: ugualmente sensoriale, ma infinitamente più tranquilla del trekking appena terminato.

Maria Rosa Marta

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