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UN FINE SETTIMANA IN KAYAK SUL LAGO MAGGIORE

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Il kayak da mare sul lago, alla scoperta delle bellezze del Lago Maggiore

Per chi abita lontano dal mare ma più vicino ai numerosi laghi d’Italia è possibile pianificare facilmente delle belle navigazioni con uscite in giornata ma anche interessanti fine settimana che permettono di avvicinarsi ai panorami e ai silenzi del nostro patrimonio naturalistico anche dopo pochi chilometri di auto da casa propria. Dai laghi del centro a quelli del nord Italia. I Laghi non trasmettono quelle emozioni e sensazioni tipiche marine ma si rivelano sempre inaspettatamente suggestivi e sorprendenti, nei colori, nel cambiamento continuo e repentino delle condizioni e nelle atmosfere che vi si generano. Non ci rimane che prendere una carta e iniziare a studiare la nostra navigazione.

Oggi ne vediamo una, fattibile tutto l’anno, sul Lago Maggiore, con partenza da Caldè, sulla sponda lombarda, navigazione verso sud, attraversamento sulla sponda piemontese, notte sull’Isola Superiore, detta Isola Pescatori, ripartenza il mattino seguente con rotta verso nord e conclusione a Caldé dopo aver raggiunto nuovamente la sponda lombarda all’altezza di Ghiffa. 

Con alta pressione e durante la buona stagione i laghi del nord Italia sviluppano un regime di brezze, che alza vento da sud verso metà mattina destinato a calare a fine giornata. Quando sul nord Italia insiste il vento da nord, invece, questo indebolisce o annulla la brezza fino a superarla abbondantemente dichiarandosi con forti raffiche da settentrione. A volte si manifestano anche altri fenomeni locali, di una verta violenza e che vanno tenuti monitorati ma il più delle volte, escludendo l’alto lago, le brezze sono moderate e la navigazione si può svolgere in completa tranquillità.

Questa rotta che presentiamo è molto piacevole perché non troppo lunga, lambisce litorali interessanti, presenta qualche breve attraversamento da fare con attenzione e, soprattutto, permette di passare la notte sull’Isola Pescatori che dopo le 19:00 si spopola dai visitatori e assume un fascino e una tranquillità di altri tempi.

Ricordiamo di preparare i kayak con e dotazioni di base (pagaia, pagaia di rispetto, paraspruzzi, giubbotto di aiuto al galleggiamento, giacca d’acqua, giacca coverall da indossare sopra tutto se le condizioni dovessero peggiorare velocemente, bottiglia termica con acqua fresca o bevanda calda a seconda della stagione, frutta fresca e secca per mantenersi in forza durante la navigazione).

Tra le dotazioni necessarie per un fine settimana e che migliorano il comfort della navigazione occorre stivare in piccole sacche stagne — non oltre i 5-10 litri — un cambio completo, un necessaire de toilette, delle scarpe civili poco ingombranti, un materassino per stendersi su una spiaggia per le pause di pranzo o di mezza giornata, un asciugamano in microfibra, un tarp (telo per proteggersi dalla pioggia o dal sole durante le giornate più calde estive), un sacco da bivacco per stare caldi durante la pausa e godersi la lettura di un libro anche quando entra un po’ di aria da nord… Insomma con un po’ di pratica si diventa esperti frequentatori dell’outdoor sull’acqua, poco conosciuto ma affascinante e romantico.

PRIMO GIORNO

Caldé è un tranquillo paese a nord di Laveno, proprio sotto la Rocca dove è possibile parcheggiare vicino alla strada litoranea e imbarcarsi sul lungo scivolo di sassi di fiume dove sono tirate a secco le barche locali. Fuori stagione si può anche accedere a una spiaggetta di sabbia. La navigazione procede verso sud lungo un litorale di scogliera sovrastata da una fitta vegetazione passando sotto al Sasso del Galletto, l’unico e spettacolare, anche se piccolo, faraglione del Lago Maggiore, alle pendici dei Pizzoni di Laveno, dove è possibile fare una sosta su alcune spiaggette di sassi calcarei.

Proseguendo si deve attraversare il piccolo golfo di Laveno — attenzione alla navigazione del Verbano — per pagaiare davanti a parchi di ville, piccoli centri abitati (Cerro, Ceresolo, Reno), spiagge, boschetti e antiche darsene abbandonate. L’ultimo obiettivo sulla sponda lombarda è costituito dalla navigazione proprio sotto l’Eremo di Santa Caterina del Sasso (XIII-XIV secolo) a strapiombo sul lago. Attenzione ai battelli che in alta stagione possono attraccare al pontile dell’Eremo.

Da qui si può attraversare il lago con rotta 270° e dirigersi verso l’Isola Bella dopo aver costeggiato per un paio di miglia la sponda piemontese fino poco oltre Stresa, dove, con una brevissima attraversata — 3-4 minuti — si giunge all’Isola Bella. L’isola è davvero incantevole ed è consigliabile circumnavigarla per godere degli scorci sul palazzo e sul parco cui nessun’altro può accedere dato che in kayak è possibile navigare così vicini ai suoi litorali (solo mezzo miglio). 

Con un’altra brevissima pagaiata di 3-4 minuti si giunge a destinazione della prima giornata di navigazione: l’Isola Pescatori. Sull’Isola ci sono 2 alberghi. L’Albergo Verbano, sulla punta meridionale dell’Isola, offre una spiaggetta dove è possibile lasciare i kayak e, prenotando in anticipo, consente di passare una bella serata e la notte godendo di camere con balconcino sul lago!

Vi siete mai cambiati su una spiaggia all’imbrunire per poi presentarvi al banco della reception di un piccolo albergo su un’Isola così affascinante? Questa è la volta buona. Dopo cena vale la pena fare una piccola esplorazione dell’Isola, tra le viuzze strette, i portici dove vengono riposte le reti e i materiali dei pescatori e la punta Nord costituita da un lembo di spiaggia alberato…

SECONDO GIORNO

Si parte subito con una breve traversata di meno di un miglio per raggiungere l’Isola Madre dove vi colpiranno i colori e i profumi dei giardini oltre alla bellezza villa. Proseguendo con un’altra ancor più breve traversata si giunge all’Isola di San Giovanni, che potete lasciare a dritta per navigare su un bellissimo bassofondo accessibile ai kayak ma non ad altri! Da qui, si doppia la Punta della Scagliola, si accosta verso nord, e si naviga davanti ai Giardini Botanici di Villa Taranto, Intra, e un gradevole lungolago con lidi, spiaggette, scogliere e fitti boschi fino a Ghiffa. Da Ghiffa, con rotta 100°, puntando direttamente sulla Rocca di Caldè, facilmente riconoscibile anche a distanza, si rientra attraversando il lago qui largo 1,6 miglia.

La prima giornata si naviga poco più di 11 miglia, mentre la seconda giornata si coprono solo 9 miglia. In kayak, quando abituati a navigare per qualche ora, si naviga a 3 nodi. Contando qualche breve pausa per scattare delle foto, bere un sorso d’acqua o godersi le atmosfere del lago ma escludendo la pausa pranzo, queste sono navigazioni da 4 ore il primo giorno e 3 ore il secondo giorno. Vale la pena ricordare che se si alza un vento contrario la velocità può scendere anche a 2 nodi. Conviene quindi partire di buon’ora per poter navigare rilassati, con un ampio margine di tempo e lo spirito pronto per farsi stupire dalle potenzialità della navigazione in kayak!