La maratona è una delle attività atletiche più faticose che esistano. Di origine molto antica, ha messo alla prova centinaia di migliaia di atleti che, per cercare di completare i 42 km e 195 metri di distanza, sono consapevoli di doversi allenare per mesi, in modo da arrivare alla gara al meglio della condizione fisica. Già in condizioni normali la maratona è una gara molto dura. Ma ci sono atleti che si spingono sempre oltre, ed è dalla volontà di questi super uomini che nascono le maratone estreme, che aggiungono ulteriore difficoltà al normale percorso già lungo.

In questo articolo daremo uno sguardo a due maratone opposte, poiché entrambe sfruttano un clima avverso per aggiungere difficoltà alla sfida. Se la Maratona delle Sabbie si svolge sotto il sole cocente del Sahara, la Bajkal Ice Marathon invece nella gelida Siberia.

Tra le sabbie del Sahara

La Maratona delle Sabbie (MDS) è una gara storica, nata nel 1986 e giunta quest’anno alla 35esima edizione. Si tratta di una gara atipica, non solo perché si corre tra le sabbie del Sahara marocchino, ma anche perché si tratta di una corsa a tappe, più lunga di una normale maratona. La lunghezza della MDS è infatti di 240 km, da percorrere in una gara a tappe di una settimana, intervallate da 24 ore totali di riposo e sei frazioni lungo il percorso. La gara dunque è ben più dura di una normale maratona, data la durata e la lunghezza notevolmente maggiori, tanto che si potrebbe definire una “ultra-maratona”. La difficoltà della maratona è ben testimoniata anche dalla razione giornaliera di acqua concessa agli atleti, 9 litri, mentre i pasti sono regolati dai corridori, che possono usufruire di punti ristoro ogni 10 km.

Le foto della "Maratona delle sabbie" in Marocco - Il Post

Ormai la MDS è entrata nel novero delle gare podistiche più storiche e che richiamano moltissimi atleti, e nel corso degli anni i corridori hanno potuto testimoniare la difficoltà di questa gara. Tra gli italiani ricordiamo Marco Olmo, che dagli anni Novanta ha quasi sempre partecipato alla MDS sempre con buonissimi risultati. Non si può non citare Mauro Prosperi, che nel 1994 si perse a causa di una tempesta di sabbia, percorrendo quasi 300 km nel deserto e rischiando la morte per disidratazione. Nonostante questo, Prosperi ripeté la maratona altre sette volte, a dimostrare una tenacia di ferro, che per affrontare la MDS è più che necessaria.

Sulle acque del lago Bajkal

Grande tenacia, preparazione e coraggio servono però per affrontare anche la Bajkal Ice Marathon (BIM).  Rispetto alla MDS è una maratona di lunghezza normale, ma per il resto è tutto fuorché una normale maratona. Essa si corre sulle acque ghiacciate del lago Bajkal, il lago più profondo del mondo, dunque per evitare che il ghiaccio si spezzi va disputata in inverno, quando il ghiaccio è abbastanza spesso. Non si parla dunque solo di freddo, che può anche arrivare a -30 gradi, ma anche di vento gelido e tempeste di neve che si aggiungono ai 42 km già difficili da percorrere di per sé. Per non parlare degli imprevisti e la tensione di stare sopra un’immensa distesa di acqua ghiacciata, come ben testimoniato negli anni dai corridori.

Russia Hosts Bone-Chilling Ice Marathon on Lake Baikal

Date le condizioni estreme l’organizzazione è certosina, ma ciò non toglie che molti definiscano questa maratona la più difficile del mondo; però proprio per il suo carattere di sfida la BIM richiama anch’essa molti atleti ed è ormai una solida realtà delle manifestazioni podistiche da qualche anno. La MDS e la BIM, dunque, sono tra quelle gare che rappresentano una sfida nella sfida per molti atleti, e sono delle gare perfette per poter mettere ulteriormente alla prova se stessi, in manifestazioni dove la gara non è con gli altri atleti, ma col proprio corpo.