Lunedì 26 agosto 2019, al via degli US Open di tennis, una statua in bronzo di Althea Gibson è stata inaugurata fuori dall’Arthur Ashe Stadium a New York. La storia di Gibson va ricordata per i suoi meriti sportivi ma anche perché rappresenta un passaggio importantissimo nel panorama della lotta contro la discriminazione degli afroamericani.

Le discriminazioni del 1949

Immaginate che alle sorelle Williams o a Coco Gauff venga vietato di giocare nel Grande Slam di casa a causa del colore della loro pelle. È proprio quello che successe alla Gibson che nonostante fosse un astro nascente del tennis nazionale, nel 1949, si vide sbarrare la porta dalla United States Tennis Association (USTA). Secondo la federazione statunitense dell’epoca, infatti, ai giocatori di colore non era permesso partecipare agli US OPEN.

Althea Gibson kisses the cup she was rewarded with after having won the French International Tennis Championships in Paris.

La svolta grazie ad Alice Marble

Le cose cambiarono nel 1950. La campionessa in carica degli US OPEN, Alice Marble, sfidò la federazione e lo stesso fecero molti suoi colleghi. I migliori giocatori di tennis statunitense minacciarono di disertare il Grande Slam di casa se la Gibson non fosse stata ammessa. Così la federazione fu costretta ad accettare l’iscrizione della campionessa nata e cresciuta ad Harlem.

L’edizione 1950 degli US Open

L’esordio della Gibson non fu dei più felici, anzi, cominciò sotto cattivi auspici. Arroccate sulla cima dello stadio di Forest Hills, nel Queens, c’erano undici aquile di pietra, simbolo degli Stati Uniti. Mentre la campionessa afroamericana era impegnata al secondo turno contro Louise Brough, improvvisamente il cielo, soleggiato fino a un momento prima, divenne apocalittico e un fulmine colpì una delle aquile facendola schiantare a terra. L’incontro venne sospeso. Il giorno seguente, quando il match riprese, Althea Gibson apparve meno concentrata del solito e perse l’incontro.

Le vittorie della Gibson

L’appuntamento con la storia, però, era solo rimandato. Nel 1956, infatti, Althea Gibson divenne la prima giocatrice afroamericana a trionfare negli Open di Francia. Nel 1957 finalmente riuscì a far suo anche il torneo di casa che le era stato negato nel 1949, successo bissato anche l’anno seguente. Il 1957 e il 1958 furono i suoi anni migliori, infatti oltre alle due vittorie consecutive agli US Open, arrivarono quelle nel torneo di Wimbledon.