Valanghe

In aumento il pericolo valanghe: il pianeta ci sta parlando?

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“L’aumento degli influssi caldi fa aumentare il rischio di valanghe in montagna, poichè la neve è meno stabile.”

ha affermato non molto tempo fa il climatologo Antonello Pasini.

Va bene, in questo preciso caso la fonte è autorevole, ma pur senza essere climatologi, dando una rapida scorsa alle notizie sul nostro smartphone, possiamo renderci autonomamente conto che il fenomeno valanghe è in rapido aumento. 

Il motivo è sempre quel famoso riscaldamento globale del quale amiamo riempirci la bocca ma, allo stesso tempo, nascondere sotto il tappeto al vaglio dell’intervento concreto.

“Il riscaldamento globale fa nevicare di meno, cosa andate blaterando?”

potrebbe obiettare un lettore superficiale.

L’osservazione, figlia di una meticolosa osservazione degli abitanti della “giungla” chiamata social network (perdonate la poca evidenza scientifica, ma è stata una ricerca a fin di bene) ha di per se una logica, seppur semplicistica, di causa-effetto.

Altre conseguenze 

Eppure le conseguenze del riscaldamento globale sono molteplici e non si fermano alla punta dell’iceberg rappresentata da un aumento delle temperature.

Il global warming nonostante accorci la stagione nivale alpina, sta aumentando la casualità delle precipitazioni, incrementando inoltre drastici e repentini aumenti di temperatura. Ciò ha un effetto davvero deleterio sugli eventi di tipo valanghivo.

Quello delle valanghe è un fenomeno che, oltre al sincero interesse che nutriamo per il nostro pianeta, riguarda anche gli appassionati di sport invernali di montagna: maggiori rischi obbligano ad una ancora maggiore attenzione e informazione. A testimonianza di ciò è il fatto che il conto presentato agli sportivi da parte della montagana, sotto forma di pericoli, è davvero salato: distacco di serracchi glaciali, formazione di laghi glaciali effimeri, distacco di frane superficiali e piene laampo dei torrenti sono solo alcuni dei rischi comportati da sci e compagnia.

Esempio pratico

A testimonianza di ciò uno studio condotto in Valtellina ha reso evidente come, la più parte delle valanghe di portata consistente (fino a 1-2 milioni di metri cubi) si verifichino in primavera, di seguito a forti precipitazioni e successivi repentini innalzamenti di temperatura.

Quindi, oltre ad affidarci a guide esperte ed a prestare maggiore attenzione sulle montagne (qui trovate alcune informazioni utili) è bene ricordarsi che si può rendere le montagne più sicure anche nella vita di tutti i giorni, prendendo la bici al posto della macchina per esempio.

In fin dei conti, sempre di sport si tratta.

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Tommaso Serena