L’ex Campione Mondiale ed Europeo Vincenzo Cantatore, si racconta in un’intervista per TheSportSpirit sulle ultime novità della sua carriera da allenatore.

Il Campione Mondiale ed Europeo Vincenzo Cantatore si racconta in questa intervista nella quale tocca vari temi che vanno della sua attività post pugilato alla situazione attuale della nostra boxe puntando inoltre l’attenzione sulle attività sociali di cui si occupa da tempo.

Come hai vissuto il ritiro dall’attività agonistica?

Positivamente perché, dopo 29 anni di pugilato, ero stanco ed ho quindi vissuto il ritiro, in un certo senso, come una liberazione in quanto avevo capito che era giunto il momento di dire basta. Ma anche negativamente perché, chiudendo questo capitolo della mia vita, era come se perdessi una parte di me in quanto una disciplina come la boxe, disputata per così tanti anni, era riuscita ad entrare a far parte della mia vita.

Hai una palestra a Roma, che attività si svolgono?

Nella mia palestra, la TOP RANK CANTATORE che è situata sulla Flaminia vicino a Piazza del Popolo, si pratica non solo pugilato, ma anche attività di preparazione mentale oltre che fisica. Abbiamo cercato poi di diversificare puntando sul benessere della persona. A tal proposito, posso dire che lo stare bene, unito al tenersi allenati e puri dentro sono punti fondamentali per evitare che, a causa dello smog, dei cibi malsani e dello stress, ci si ammali sempre più spesso, come sta purtroppo succedendo oggi, di tumori ed altro.

Io sostengo con forza come fare sport o qualsiasi altra attività fisica, non necessariamente la palestra, sia basilare e dovrebbe quindi praticarlo chiunque perché muoversi può far solo che bene.

Ci sono eventi di rilievo programmati presso la tua palestra?

Sarà sicuramente interessante una riunione pugilistica, programmata per fine febbraio, alla quale parteciperà anche un pugile professionista. Sull’onda di un evento simile già svolto in passato, dove c’era stata una bella risposta di pubblico. Così anche in questa riunione ci divertiremo puntando a far svolgere attività ai giovani pugili.

Hai una “ricetta” per sconfiggere il fenomeno del bullismo?

Premetto con il dire che i cosiddetti bulli non sono altro che delle persone complessate che scaricano verso i più deboli i loro problemi. Detto ciò ritengo come le vittime di atti di bullismo abbiano bisogno di prendere più sicurezza di sé stessi rinvigorendo la propria autostima. Questo anche grazie alla pratica sportiva la quale rafforza il carattere ed auspico che, anche i bulli stessi, svolgano qualche sport per scaricarsi ed evitare così di riversare i loro problemi su altri.

Cosa ti trasmettono i progetti sociali di cui ti stai occupando?

Da queste esperienze nel sociale ho imparato, cosa che ho sempre fatto, a rispettare sempre più le persone maggiormente deboli perché a volte nella vita si diventa vulnerabili per ragioni molto banali. Proprio le problematiche più comuni, che riguardano un gran numero di persone, colpiscono maggiormente gli individui meno forti di carattere i quali hanno bisogno di più sostegno soprattutto perché c’è, dietro l’angolo, lo spettro della depressione che, se non curata, può avere conseguenze veramente drammatiche.

La tua esperienza da sportivo ti è stata utile in tali attività?

L’esperienza che ho potuto maturare lungo tutta la mia carriera è assolutamente utile perché lo sport mi ha dato quella padronanza di me stesso per poter trasmettere agli altri tutti quei valori che ho acquisito in tanti anni di pugilato.

Come vedi la situazione attuale del pugilato italiano?

Sono franco nel dire che non ho mai visto una situazione tanto peggiore e che, come sempre avviene quando si tocca il fondo, non potendo scendere ulteriormente, non si può che risalire il che, spero di tutto cuore, avvenga velocemente.

Avendo lavorato anche nel calcio, quali sono le differenze con il mondo della boxe?

Ho potuto cogliere due grandi diversità: la prima è l’aspetto economico che è impari tra i due sport mentre la seconda è l’umiltà che la maggior parte dei pugili hanno a differenza di molti calciatori.

Risultato immagini per cantatore

La boxe è soggetta a tanti stereotipi negativi. Cosa ti ha insegnato come uomo?

Il pugilato mi ha insegnato a rispettare le persone perché quando riesci a farlo nei riguardi del tuo avversario, che è colui che sale sul ring per sconfiggerti, sei quindi in grado di rispettare chiunque compreso te stesso. Questa è la regola fondamentale. La boxe mi ha inoltre responsabilizzato perché, essendo una disciplina individuale, quando vieni sconfitto o vinci sei solo tu a prenderti i demeriti od i meriti a differenza di quanto avviene con gli sport di squadra.