FB_IMG_1618331427877_2

Wing Foil Spot: come scegliere dove praticarlo in sicurezza

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Praticare Wing Foil in sicurezza è importante. Come si sceglie dunque lo spot adatto?

La giornata è perfetta, un bel vento da libeccio soffia costante da sud-ovest. Purtroppo la spiaggia deserta che ci ha fatto da sfondo durante l’inverno, nel periodo estivo, si è giustamente riempita di bagnanti. Decidiamo di provare ad uscire dal molo sopravento; prepariamo l’attrezzatura e, con molta attenzione, scendiamo in acqua da un punto con
rocce accessibili.

La sessione è fantastica, ci manteniamo al largo e ogni tanto ci riposiamo seduti sulle nostre tavole in cerchio, un po’ come i “surfisti nei film”… a raccontarsi storie. Appagati e felici, dopo qualche ora, decidiamo di tornare a riva.
Puntiamo verso la foce di un torrente, che abbiamo individuato prima di partire, dove non ci sono bagnanti. Ci avviciniamo in ginocchio sulla tavola molto lentamente e percorriamo gli ultimi metri sdraiati sulla tavola, nuotando come i surfisti, così da non recare disagio a nessuno intorno a noi.

Oltre alle classiche spiagge già conosciute da chi pratica windsurf e kitesurf, date le caratteristiche uniche, è possibile praticare il Wing-surf in luoghi fino ad ora inaccessibili. Vediamo come scegliere il posto (spot) in modo che sia sicuro per noi e che non rechi disagio agli altri, condizione necessaria per poter praticare, in serenità, ogni sport.

Dove fare Wing foil in sicurezza?

Piccole baie, coste alberate di laghetti alpini, promontori o addirittura moli, possono essere ottimi punti di partenza per Wing Foil. A cosa dobbiamo prestare attenzione per essere sempre in sicurezza? Innanzitutto valutiamo la direzione del vento che deve garantirci di poter tornare a riva in caso di problemi, evitando venti che, provenendo dalla costa, potrebbero spingerci in alto mare.

Seconda cosa a cui prestare attenzione è trovare un punto alternativo di rientro sottovento, ovvero dove il vento ci spingerà se non saremo in grado di tornare dove siamo partiti; una sorta di piano B. Cerchiamo quindi, in direzione del vento, un punto sulla costa che non presenti pericoli, come una spiaggetta, un’insenatura dove le onde non frangano, o un tratto di spiaggia senza bagnanti.

Terza cosa molto importante da controllare, usando hydrofoil, è la presenza di bassi fondali, ammassi di alghe o rocce sommerse in tutto il tratto di mare in cui surferemo, compreso il percorso fino al punto di rientro alternativo. Nello stesso luogo, variando la direzione del vento, cambieranno i pericoli e il piano B, quindi sarà bene pianificare ogni volta l’uscita. È molto importante stare lontani dai bagnanti e avvicinarsi alla riva solo a nuoto.

Col tempo impareremo a conoscere le caratteristiche del nostro spot, prendere confidenza e potremo dare consigli a chi praticherà lo sport con noi, in modo da farlo stare lontano da pericoli e non recare disagio agli altri frequentatori della località. Allo stesso modo, quando visiteremo spiagge nuove, chiederemo sempre consigli informandoci su caratteristiche e usanze del luogo.